martedì, 7 Febbraio 2023
HomeBlogUn mondo sempre più difficile

Un mondo sempre più difficile

Partendo dal presupposto che non sappiamo niente” (affermazione di Karl Popper che condivido), provo ad esprimere un’analisi, senza pretese, sulla situazione demografica e socio-politica che riguarda il nostro pianeta.

Siamo diventati troppi. 8 miliardi di esseri umani in valori assoluti, dei quali in condizione di povertà estrema vivono 902 milioni di persone (Fonte FAO). Per rendere l’idea, basti dire che si tratta di circa quindici volte la popolazione italiana. C’è in atto uno sconvolgimento tale, nell’intero mondo che è davvero difficile prendere un modello di nazione come riferimento di Stato equilibrato, indipendente e portatore sano di politiche di pace e di convivenza pacifica. Inoltre lo stato di guerra in cui ci troviamo, sta provocando nuovi accordi di potere tra Stati che ne approfittano per insinuarsi in tentativi di mediazione o di armistizio, al fine di ottenere sicuri vantaggi sia sul piano economico che politico. Guardiamo la Turchia come dimostra il suo attivismo politico. Guardiamo la Germania che pur essendo un autorevole membro della UE adotta una politica estera del tutto indipendente. Guardiamo la Libia che è stata spartita tra Russia e Turchia, mentre la Francia cerca di insinuarsi nelle acquisizioni riguardanti le fonti di materie prime importanti rimaste. La situazione del tutto speculativa dei prezzi del gas e la conseguente maggiorazione di prezzo delle tariffe elettriche, sono la strategia dei gruppi finanziari internazionali occulti che direttamente o meno controllano questi fenomeni indifferenti da ogni forma di regola di mercato e di contenimento dei costi. Economia speculativa senza cuore.

Negli Stati ricchi i governi impongono limiti alle emissioni delle auto. I costruttori puntano sull’elettrico. Negli Stati poveri è una nuova corsa all’oro, legata alla conquista, via barter, dei minerali per alimentare le batterie delle auto del futuro. Con le società minerarie che fanno a gara per aggiudicarsi licenze di esplorazione e terreni da sfruttare. L’Africa che è il continente più povero – per una sorta di condanna del destino ineluttabile come una malattia – è quello più ricco di materie prime. Dal Niger alla Costa d’Avorio, dalla Repubblica Democratica del Congo alla Tanzania, il Malawi, il Mozambico fino alla Namibia, la domanda di metalli per lo sviluppo delle “tecnologie pulite” sta aprendo nuove frontiere all’industria mineraria. A caccia di cobalto, grafite, litio, neodimio, niobio, praseodimio, terre rare. E chi sta “colonizzando” l’Africa? Cina, Russia e Turchia.

Lasciamo queste brevi note sui mega scenari, per tornare alla situazione della povertà, che è l’altro mega scenario che si sta allargando sempre di più, proprio per questi fenomeni catastrofici di cui siamo circondati. Inflazione, costi dell’energia inaffrontabili dalle famiglie normali come sono quelle della maggioranza del nostro Paese, mancanza di lavoro per i giovani, poche prospettive di limitare i fenomeni criminali che la mafia e i suoi partner mette in atto con estrema facilità, senza perdere d’occhio i fondi del PNRR. In Italia ci sono poco meno di 6 milioni di persone povere (Fonte Caritas). Tra loro ci sono anziani, uomini, donne ragazzi e quasi 1 milione e 400mila bambini, ai quali manca il necessario per vivere. I fattori negativi sopra citati, oltre alla pandemia ora diventata meno aggressiva, grazie ai vaccini, ma sempre presente, faranno salire ancora di più questi numeri. La gente si cura di meno, soprattutto gli anziani, perché non hanno soldi per alcune medicine non passate dal sistema sanitario nazionale. A farci ulteriormente rabbrividire concludo riportando la situazione di benessere ingiusto e” truffaldino” nella quale naviga il Parlamento italiano dopo il taglio netto di oltre un terzo dei parlamentari.

X