mercoledì, 28 Febbraio 2024
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“Autotrasporto, nuova stangata sui pedaggi. Cambiano i governi ma la beffa resta”

Da questo mese di gennaio viaggiare in autostrada costa di più. Secondo quanto deciso dal Consiglio dei Ministri l’aumento delle tariffe è stato adeguato all’aumento dell’inflazione prevista dalla Nadef per il 2024, cioè del 2,3%
“Anno nuovo, solite vecchie dinamiche. Il decreto Milleproroghe prevede che dal primo gennaio le tariffe autostradali aumentino del 2,3%, una stangata che graverà in particolare sul mondo dell’autotrasporto e sui camionisti, primi grandi utenti delle autostrade italiane. Un’ ennesima inaccettabile decisione che arriva senza una riforma del modello degli sconti sui pedaggi destinati ai camionisti. Le tariffe continuano ad aumentare senza poter minimamente mettere in discussione il modello di business che vede lo Stato rimborsare non gli autotrasportatori, bensì tutte le sovrastrutture create ad arte per riassorbire una parte importante di quegli stessi incentivi. Ruote Libere non si presta a questa messa in scena dove si mantengono sempre inalterati gli ‘affari di bottega’. Cari autotrasportatori dalle solite associazioni di rappresentanza non aspettatevi proteste di alcun tipo contro i Concessionari autostradali o il Governo, perché con questi ultimi, loro, hanno già ottenuto ciò che preferiscono: i rimborsi per i pedaggi all’autotrasporto, garantiti da fondi pubblici, attraverso l’intermediazione dei consorzi di servizi che si trattengono le consuete provvigioni le quali vanno ad assottigliare le reali risorse destinate alla categoria. Dal Governo invece ci aspetteremmo qualcosa di diverso rispetto ad altri Governi che si sono fin qui succeduti. Invece, ad oggi, nulla di nuovo”.
A parlare è Cinzia Franchini, la presidente di Ruote Libere, l’associazione autonoma che raggruppa piccoli imprenditori del trasporto merci in conto terzi.“Purtroppo i rincari dei pedaggi rappresentano una costante che dà la misura di quanto i Governi di turno siano appiattiti sugli interessi dei concessionari – continua Cinzia Franchini -. L’ultimo aumento risale infatti allo scorso luglio quando le tariffe vennero incrementate dell’1,34% dopo che a gennaio vennero alzate del 2%. I concessionari italiani hanno goduto nell’ultimo decennio di incrementi tariffari che vanno ben oltre quelli applicati dalle aziende di autotrasporto ai propri clienti senza che questo si sia tradotto, come i drammatici fatti di cronaca dimostrano, in un miglioramento del servizio, in primis sul fronte delle manutenzioni della rete autostradale. Già piegati dal caro carburante, gli autotrasportatori devono così farsi carico di un altro giro di vite sui pedaggi subendo ancora, come detto, il sistema-beffa dei rimborsi. Un sistema barocco che potrebbe essere facilmente superato attraverso la semplice e conveniente pratica degli sconti immediati al casello, ma che nessuno per interessi incrociati vuole toccare”.
Al Governo – chiude Franchini –  chiediamo ancora una volta di congelare gli aumenti richiesti dai concessionari e di rivedere il sistema dei rimborsi dei pedaggi autostradali.”
In apertura foto di RFA da Pexels.
Redazione
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