sabato, 25 Maggio 2024
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Relazione ART: le riflessioni di Massimo Marciani, Presidente FLC

“Il 12 settembre scorso – ha commentato Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Councilsi è tenuta la presentazione della Relazione Annuale dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, evento atteso da tutto il settore della mobilità di merci e di persone per avere, da parte di un soggetto terzo, una fotografia aggiornata dello stato dell’arte. Il punto senza dubbio più delicato e controverso della relazione del presidente Zaccheo è stato quello in cui si è appellato direttamente al Governo ed al Parlamento auspicando un ripensamento in merito alla norma del decreto Asset con la quale “il comparto dell’autotrasporto merci è stato escluso dall’ambito di competenze dell’ART”.

Marciani in un’immagine d’archivio (2021)

A questo riguardo va ricordato che ART ha in questi mesi svolto una analisi molto puntuale sul settore indagando tematiche sensibili ed inesplorate nel settore dell’autotrasporto come l’accesso al mercato di nuove imprese, le attese improduttive in corrispondenza dei principali nodi logistici intermodali, la regolamentazione del carico/scarico dei veicoli nei centri urbani, l’utilizzo delle pertinenze autostradali. Presumo che, nell’ambito dell’analisi siano stati investigati anche altri ambiti i collaterali come la redditività economica delle aziende, la loro composizione, il costo del trasporto, i fondi pubblici che supportano continuativamente il settore in termini di rimborsi autostradali, ristori di vario tipo, rimborsi per le accise ed il famigerato ricorso alla subvezione, che viene definito come male necessario a cui ricorrono gli operatori del settore per garantire la flessibilità richiesta dall’industria per gestire i momenti di picco della domanda assolvendo in questo modo chi invece ne fa un elemento di sfruttamento del lavoro delle partite IVA o delle imprese monoveicolari.

“Ma cosa sappiamo davvero di questo settore? – ha proseguito MarcianiÈ davvero un settore di libero mercato che non deve essere soggetto ad alcuna regolazione e ad alcun controllo, se non quelli che svolge dal suo interno tramite l’Albo Autotrasporto, incardinato nel MIT come una sua Direzione? E l’Albo ha le necessarie risorse, le specifiche competenze, le professionalità necessarie per svolgere questo delicato lavoro?
Attendiamo con interesse e con trepidazione che ART pubblichi i dati dello studio, studio che deve aver generato sicuramente interessanti risultati ed elementi di preoccupazione se il presidente Zaccheo si è spinto in modo così evidente a richiedere un ripensamento in merito alla norma che sottrae ad ART la competenza su questo settore. Se il tema di contrasto con le associazioni di categoria è la forma con cui viene finanziata ART e non il contenuto della sua attività volta a rendere la concorrenza in questo settore davvero trasparente e efficace allora trasferiamo il contributo versato dall’autotrasporto all’Autority sulla fiscalità generale dello Stato e consentiamo ad un soggetto terzo di intervenire in questo settore per mettere in grado l’industria di abbracciare l’industria logistica per formare quell’ecosistema virtuoso di cui il nostro Paese ha assoluta ed immediata necessità. Chiudo quindi questa riflessione riportando un altro virgolettato del presidente Zaccheo che mi sento di condividere in pieno: “Considerati gli enormi interessi che ruotano attorno al mondo dei trasporti, il ruolo esercitato dall’Autorità deve anche intendersi come un vero e proprio presidio di legalità nei diversi contesti in cui opera”. Ad maiora”.

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