giovedì, 29 Febbraio 2024
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Tavares ad Atessa: “L’elettrico costa il 40% in più”

Il CEO di Stellantis in visita alla fabbrica Sevel in Abruzzo loda il lavoro degli italiani del gruppo, avvia la produzione della nuova gamma di veicoli commerciali ma avverte che bisognerà lottare per contrastare l’eventuale concorrenza cinese e gli alti costi di produzione della tecnologia elettrica.

ieri Carlos Tavares, CEO Stellantis, e Jean Philippe Imparato, Head of Pro One Business Unit di Stellantis, hanno visitato l’iconico stabilimento di Atessa (Chieti), il più grande e flessibile impianto europeo di veicoli commerciali leggeri (LCV), dove sono in fase di ammodernamento le linee di produzione della nuova generazione di furgoni FIAT Professional Ducato, PEUGEOT Boxer, Citroën Jumper e Opel/Vauxhall Movano.

Un momento di incontro importante sia con le maestranze della storica fabbrica che in 40 anni ha prodotto oltre 7,5 milioni di veicoli, sia con la stampa specializzata e non che non ha perso l’occasione di confrontarsi col manager portoghese sul futuro della produzione di veicoli commerciali e sugli investimenti di Stellantis nel nostro Paese.
Tavares ha sottolineato che l’Italia è fondamentale per le strategie di produzione e sviluppo del gruppo e in particolare lo stabilimento abruzzese è cruciale per il settore LCV che rappresenta un terzo del fatturato di Stellantis.

Innegabile, però, lo sforzo che l’industria automotive deve fare dopo che la UE ha, per così dire, imposto la tecnologia elettrica per l’ottenimento delle emissioni zero.
Bisogna tenere conto che oggi – ha dichiarato Tavares – la tecnologia elettrica costa il 40% di più di quella termica. Noi siamo sulla buona strada per ridurre i costi grazie alla competenza delle nostre persone. I nostri fornitori, però, dovranno ridurre i costi del 40% per contribuire anche loro alla riduzione dei costi e rendere accessibili i mezzi elettrici a tutti“.
Oltre a questo, essendo in un mercato libero, c’è la possibilità che nuovi player si affaccino all’Europa, soprattutto gruppi industriali cinesi che hanno una capacità competitiva di oltre il 30%. “Se ciò accadrà – ha affermato ancora Tavares – bisognerà prendere delle decisioni importanti. Noi siamo pronti a lottare perchè abbiamo dalla nostra parte qualità, efficienza e attenzione ai bisogni del cliente”.

Conosciamo Atessa

L’esterno dello stabilimento (Foto Stellantis)

Il sito produttivo di Atessa è stato creato nel 1979 (anno di costruzione) nell’ambito della joint-venture tra Fiat e PSA-Peugeot Citroën. Inaugurato nel 1981, ha una superficie di oltre 1,2 milioni di metri quadrati e può produrre fino a 1.200 veicoli al giorno. Da sottolineare che l’85% dei veicoli prodotti ad Atessa sono esportati a livello internazionale a testimonianza dell’importanza dello stabilimento italiano, che rappresenta uno dei pilastri della strategia Pro One con cui Stellantis mira a raggiungere le leadership global con i sei marchi iconici del Gruppo: Citroën, FIAT Professional, Opel, PEUGEOT, Ram e Vauxhall.

Paolo Accastello racconta lo stabilmento

Con il settore dei veicoli commerciali – che oggi rappresenta un terzo dei ricavi netti di Stellantis, con 1,72 milioni di unità vendute nel 2023 – la strategia Pro One aiuterà Stellantis a raggiungere gli obiettivi fissati nel piano strategico Dare Forward 2030. Questi includono il raddoppio dei ricavi netti dalle vendite di veicoli commerciali entro il 2030, rispetto al 2021, nonché il raggiungimento di un mix di vendite di veicoli elettrici (EV) pari al 40% e la realizzazione di 5 miliardi di euro di ricavi dai servizi connessi. Stellantis è già leader indiscusso nel settore dei veicoli commerciali BEV nell’Europa allargata. Inoltre, il Gruppo ha l’ambizione di affermarsi come pioniere della tecnologia dell’idrogeno e dei carburanti alternativi.

“Con Pro One vogliamo far leva sulla nostra indiscussa leadership nel settore dei veicoli commerciali, basata sul concetto di ‘sei marchi, una sola forza’, che rappresenta un forte pilastro che rappresenta un terzo dei ricavi netti di Stellantis”, ha commentato Jean-Philippe Imparato, Head of Pro One Business Unit di Stellantis”. “Continueremo la nostra storia di successo puntando sull’eccellenza industriale e di prodotto, proprio come ad Atessa, dove viene prodotta la maggior parte dei Large Van, che rappresentano il 30% di tutte le vendite di van, contribuendo in modo decisivo ai risultati totali di Pro One. Per questo motivo, siamo molto orgogliosi dei nostri colleghi di Atessa che hanno contribuito alla nostra performance complessiva nel 2023, che ha confermato la leadership di Stellantis sia in Europa, con una quota di mercato superiore al 30%, sia in Italia con una quota del 45,5%. Il marchio FIAT Professional guida il mercato italiano con una quota del 26,1%, grazie soprattutto al bestseller Ducato, che ha conquistato il 29,3% di quota di mercato nel suo segmento. Nello stesso segmento, considerando anche PEUGEOT Boxer, Citroën Jumper e Opel Movano, la quota di Stellantis sale al 43,8% (+7,2%)”.

Quanto valgono i veicoli commerciali per Stellantis

Nel mercato dei veicoli commerciali 100% elettrici, nel 2023, Stellantis ha ottenuto in Italia le leadership con il 47,5% di quota di mercato. Il marchio che ha registrato il risultato migliore è stato Opel con una quota del 22,1%. Seguono FIAT Professional, Citroën e PEUGEOT con quote rispettivamente dell’11,9%, del 6,9% e del 6,5%. A livello europeo, invece, Stellantis ha registrato una crescita rispetto al 2022 ed è salita sul podio delle vendite, forte di una quota di mercato del 38,6%.
Infine, Atessa è l’unico sito Stellantis al mondo a produrre e fornire la base camper per i veicoli ricreazionali in cui il marchio FIAT Professional è tra i leader in Europa con una quota di mercato del 30%.

L’intervista

In occasione della nostra visita ad Atessa abbiamo incontrato Luca Marengo, Global Head of Product – Serial Life per la Commercial Vehicles Business Unit di Stellantis che ci ha illustrato sinteticamente la strategia del gruppo per la mobilità sostenibile.

[articolo aggiornato alle 19:50]

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile
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