lunedì, 5 Dicembre 2022
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Il ricostruito Continental: ContiRe in Italia

ContiRe, il pneumatico ricostruito di Continental Truck è stato lanciato anche in Italia. L’introduzione di ContiRe segue la decisione di Continental di garantire la ricostruibilità dei propri pneumatici per autocarro e si inserisce in un quadro di ampliamento dei servizi e della gamma di prodotti a disposizione dei clienti. ContiRe offre la possibilità di allungare il ciclo di vita del pneumatico, riutilizzandone una parte fondamentale, la carcassa, la cui vita utile va ben oltre la durata garantita dalla normale usura del battistrada. In questo modo è possibile offrire agli utenti la possibilità di un risparmio concreto insieme ad un maggior rispetto dell’ambiente, garantito dal riutilizzo di componenti difficili da smaltire, come le carcasse dei pneumatici usati.

Un aspetto importante della politica di Continental è quello di dare un valore economico reale alle carcasse che vengono ricostruite, attraverso la scelta di riacquistare le carcasse usate dai propri clienti. Anche chi non vorrà acquistare un pneumatico ricostruito potrà sempre vendere a Continental le proprie carcasse con battistrada usurato (se mantenute in buone condizioni) e realizzare un’entrata economica immediata e concreta.

Per la ricostruzione dei suoi pneumatici Continental usa una tecnica di lavorazione “a caldo”, che si compone di sei distinte fasi di lavoro.

Si parte con la selezione preventiva, che accerta l’idoneità dei pneumatici usati prima della loro immissione nel ciclo della ricostruzione. Per l’ispezione delle coperture si utilizzano macchine ad ultrasuoni o speciali attrezzature, capaci di individuare anche le più piccole anomalie interne.

A questa fase segue la raspatura, che consiste in una speciale operazione che ha il triplice scopo di eliminare la parte residua del vecchio battistrada, sagomare la parte superiore destinata a ricevere il nuovo battistrada e creare una superficie sufficientemente ruvida per favorire l’attacco del nuovo materiale.

La fase successiva è quella della soluzionatura, in cui viene applicato un leggero strato di gomma allo stato liquido che protegge la superficie e la predispone a ricevere il nuovo materiale destinato a ripristinare il battistrada.

A questa operazione segue l’applicazione della fascia battistrada.

Il ciclo di lavorazione termina con la fase di vulcanizzazione, in cui il nuovo battistrada, composto da una mescola di gomma “cruda” avente le stesse caratteristiche chimico-fisiche di quella utilizzata per un pneumatico nuovo, viene applicato sulla copertura opportunamente trattata e vulcanizzata all’interno di una pressa contenente uno stampo che riproduce il disegno del battistrada.

L’ultima fase è quella del controllo finale. Questa operazione non viene effettuata a campione, ma su ogni singolo pneumatico. Come si vede si tratta di un processo di lavorazione che si giova di attrezzature complesse e di una costante presenza di addetti specializzati che vigilano su tutte le fasi del lavoro.

“Chi sceglie un pneumatico ricostruito – dichiara Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental Truck – lo fa quindi perché questo prodotto offre la possibilità di risparmiare senza minimamente rinunciare alla sicurezza della circolazione. Tanto più che oggi in Italia ed in tutta Europa i pneumatici possono essere ricostruiti soltanto seguendo le rigorose norme ECE ONU 108 e 109 che prevedono per i ricostruiti gli stessi controlli e le stesse prove contemplate per i pneumatici nuovi”.

 

 

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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