venerdì, 27 Maggio 2022
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Trasporto merci: luci all’orizzonte

A conferma dei segnali di ripresa delle attività economiche registrati negli ultimi mesi del 2009,  il settore del trasporto esprime nella seconda parte dell’anno qualche debole segnale di recupero o di assestamento. Per il primo semestre 2010, anche se l’analisi si basa su dati tendenziali – a confronto con lo stesso periodo del 2009, in piena recessione – le indicazioni raccolte sull’andamento del settore delineano un quadro in cui si percepiscono diversi elementi di miglioramento.
Il trasporto aereo ha chiuso il 2009 con una flessione delle tonnellate movimentate del 15% (in valore assoluto  -141 mila), combinazione di un calo sia delle merci (-16%, -132 mila) sia della posta (-11%, quasi -10 mila). L’analisi delle singole variazioni mensili negli ultimi mesi dell’anno, però, ha evidenziato una graduale ripresa, confermata dai dati disponibili per i primi cinque mesi del 2010: in quest’ultimo periodo il traffico è aumentato su base tendenziale del 21%, +62 mila tonnellate, un risultato brillante nonostante il blocco ad aprile dovuto alla nube vulcanica islandese. E’ il frutto di un’espansione molto sostenuta del traffico delle merci che raggiunge il 25% e di una contrazione di quello postale, -9%.
Considerando il trasporto terrestre, anche l’analisi del traffico autostradale di veicoli pesanti presenta segnali positivi. Nel 2009, il numero di veicoli-km pesanti sulla rete autostradale è diminuito dell’8%, calo determinato però da un andamento negativo di dimensioni particolarmente sostenute nella prima parte dell’anno ma che con il passare dei mesi ha messo in evidenza un discreto rallentamento dei tassi di diminuzione. Tale tendenza è più che confermata dai dati disponibili per il 2010: nei primi 4 mesi, il traffico autostradale pesante si è mantenuto sui livelli raggiunti nel 2009 interrompendo così la lunga serie di variazioni negative rilevate nel recente passato.
Per quanto riguarda l’autotrasporto, il II semestre ‘09, pur essendo ancora un periodo di risultati negativi, mette in evidenza qualche debole segnale positivo che diventa più evidente in base alle previsioni formulate dalle aziende per il I semestre ‘10. Nella II parte ‘09, il saldo fra i casi in cui la domanda nazionale è indicata in aumento e quelli in cui è indicata in diminuzione oscilla intorno ai -56 e -46 punti considerando le tonnellate e le tonnellate-km; questi valori, pur essendo ancora un segnale forte di difficoltà, risultano comunque migliori di quelli rilevati nello stesso semestre ‘08. Tale tendenza è ancora più evidente nel caso del trasporto internazionale: il saldo fra le dinamiche opposte passa da -66 a -37 punti percentuali per le tonnellate e da -65 a -36 punti per le tkm. Come anticipato, la situazione è attesa migliorare ulteriormente nel I semestre ’10. Per il mercato nazionale, il saldo fra andamenti di crescita e diminuzione dovrebbe risultare nullo per la domanda in termini di tkm e negativo, ma in valore assoluto modesto (5 punti) in termini di tonnellate. A livello internazionale, la ripresa si profila ancora più evidente: il saldo dovrebbe passare da -74 a +29 punti considerando le tonnellate e da -81 a +16 punti per le tkm. Sembra dunque essere la domanda internazionale a trainare la ripresa nel trasporto merci su strada.
Passando al trasporto marittimo di container, se nel 2008 il traffico era riuscito a non discostarsi eccessivamente dai livelli raggiunti nel 2007, il 2009 segna una brusca caduta del traffico. Infatti, i teu movimentati, pari a 9,3 milioni, subiscono un calo su base tendenziale del 10%, corrispondente in valore assoluto a circa un milione di teu. La sola variazione positiva di rilievo ha riguardato Cagliari dove, dopo la contrazione di traffico nel 2008, il 2009 chiude con un sostanziale recupero dell’attività. Risultati negativi sono stati invece rilevati in quasi tutti i porti. Le flessioni più importanti sono state rilevate a Gioia Tauro (33% del totale 2008), -18% -610 mila teu, a Genova (-13%, -233 mila teu), La Spezia (-16%, -200 mila teu) e Livorno (-24%, -187 mila teu).

Anche considerando la domanda in termini di tonnellate (i porti di cui sono disponibili i dati ‘09 rappresentano l’86% del traffico 2008), che nel 2008 si era mantenuta stabile, il 2009 segna una contrazione del traffico. Pari a 380 milioni di tonnellate, subisce una flessione del 14%, in valore assoluto -63 milioni di tonnellate. Hanno contribuito a tale dinamica tutte le tipologie di merci: le merci varie, -14% (-29 milioni di tonnellate), le rinfuse solide -29% (-23 milioni) e le rinfuse liquide, -7% (-11 milioni). Solo nei porti di Civitavecchia e Cagliari si registra un aumento della domanda soddisfatta di qualche interesse: nel primo caso, +11% (+732 mila tonnellate) e nel secondo  +2% (+626 mila). Il risultato negativo più elevato invece spetta, come nel 2008, a Taranto, dove le tonnellate diminuiscono da 43 a 27 milioni. A seguire, le flessioni più significative sono state rilevate: sul Tirreno a Livorno (-21%, -7,3 milioni tonnellate), a Genova (con un calo di poco inferiore in termini di tonnellate, in percentuale -12%) e a La Spezia (-23%, -4,3 milioni); sull’Adriatico, a Ravenna (28%, -7,2 milioni), a Venezia (-17%, -5 milioni) e a Trieste (-8%, -4 milioni).
Dal lato dell’offerta, la flotta mercantile italiana per il trasporto merci continua a crescere. A fine 2009 risulta composta da 1.112 unità, in termini di tsl quasi 12 milioni, registrando un aumento delle navi dell’1% (+10 unità) e delle tsl dell’8% rispetto alla fine del 2008. Tale dinamica è inoltre più che confermata dalle stime della flotta al 25 giugno 2010: 1.167 navi, ossia 55 in più rispetto al 31-12-‘09, in percentuale + 5% e, in termini di tsl, pari a 12,5 milioni, ossia +6%. Salgono a 224 navi (+20 unità, +10%) e 6,4 milioni di tsl (+mezzo milione di tsl, +8%) le navi da carico secco. Anche le navi da carico liquido sono in aumento, +1% in termini di unità (+3 in valore assoluto) e +2% per le tsl. Eccezion fatta per le portarinfuse polivalenti, costanti rispetto al 31-12-‘09, anche le navi per i servizi ausiliari aumentano, +32 unità (+6%) e +8% in termini di tsl.
Infine, per quanto riguarda il trasporto ferroviario nazionale, è noto che la crisi economica ha colpito l’attività relativa a questa modalità, non solo in Italia ma in tutta Europa, anche nel 2009. In questo numero dell’Indagine, non è stato possibile riportare dati di traffico quantitativi di questo mercato perché, al fine di ampliare il campo d’indagine (in passato limitato ai soli dati di Trenitalia), è stata avviata una revisione della metodologia che ci consentirà, ci auguriamo, di presentare l’andamento del trasporto ferroviario di merci in modo più esaustivo a partire dalla prossima edizione dell’Indagine.  

Da Federtrasporto

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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