giovedì, 27 Gennaio 2022

Si accendono i riflettori Ue su problema dragaggi

Assoporti apre le giornate marittime europee con un confronto sulle normative e sui metodi per accelerare i lavori di approfondimento dei porti

Assoporti spinge l’Unione europea ad accendere i riflettori sul problema dei dragaggi portuali: dopo anni di incertezza legislativa e ripetuti blocchi nei lavori di approfondimento di alcuni fra i maggiori porti del paese, incapaci ancora oggi di accogliere le navi più grandi impegnate sulle principali rotte dell’interscambio mondiale, Assoporti sfrutta l’opportunità delle prime giornate europee, che si tengono lontano da Bruxelles, nella cornice di Palazzo Colonna a Roma, per rilanciare con forza la necessità di una normativa e condizioni uniformi in Europa sulla base delle quali consentire i dragaggi dei fondali dei porti e, con questi, la competitività dei singoli scali marittimi.

Questo l’obiettivo del convegno che aprirà il 18 maggio prossimo a Roma le giornate marittime europee: sotto la guida dal presidente di Assoporti, Francesco Nerli, i partecipanti al convegno evidenzieranno opportunità, realtà e rischi connessi con le politiche nazionali sui dragaggi.

  “L’evento – ha dichiarato  Nerli, – intende mettere in evidenza il valore di un intervento infrastrutturale fondamentale per la capacità competitiva di un porto, ma specialmente costruire le basi per un confronto europeo sulle evoluzioni normative, in una logica di bilanciamento delle esigenze di tutela ambientale e di indispensabile sviluppo ed adeguamento dei porti, nodi essenziali della rete logistica nazionale”.

 Intorno a queste tematiche si confronteranno il Prof. Patzhold – esperto europeo di dragaggi; il Prof. F. Munari, che svolgerà una relazione su “Regole internazionali ed evoluzioni previste in tema di dragaggi nei porti” e, in una tavola rotonda coordinata dal Vice Presidente di Assoporti Luciano Guerrieri, rappresentanti degli operatori dei dragaggi, dell’armamento, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dell’ICRAM e del Ministero dell’Ambiente.

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