giovedì, 30 Giugno 2022
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Ruote Libere: “Infiltrazioni nell’autotrasporto, mercato inquinato dalla corsa al prezzo più basso”

“La decisione del Tribunale di Milano di disporre l’amministrazione giudiziaria per presunte infiltrazioni della Ndrangheta della filiale italiana di DB Schenker, colosso tedesco della logistica e dei trasporti e della azienda Aldieri spa, dovrebbe rappresentare un momento di riflessione per il settore dell’autotrasporto. Riflessione ancora, per l’ennesima volta auspicata, ma sinora mai concretamente realizzata. Fermo restando il garantismo verso le realtà coinvolte, Schenker Italia e i suoi manager non sono indagati così come non lo sono quelli di Aldieri spa, occorre però interrogarsi, più in generale al di là dei fatti specifici, sugli effetti della radicalizzazione delle organizzazioni criminali nel settore”. A parlare è la presidente dell’associazione autonoma, Ruote Libere, Cinzia Franchini.

 Quella delle infiltrazioni della criminalità organizzata è una deriva che inquina profondamente il mondo dell’autotrasporto: un dato di fatto noto ma sul quale si continua a non voler accendere in modo serio i riflettori, a prescindere dalle frasi di rito. Le distorsioni collegate alla criminalità organizzata sviliscono infatti ogni concetto di concorrenza leale e mettono in ginocchio proprio le realtà imprenditoriali sane – continua Cinzia Franchini -. Certamente aziende che rispondono a logiche non economiche costano meno ai committenti, a dimostrazione di come la rincorsa al prezzo più basso, al risparmio in quanto tale, finisca per danneggiare tutti. Allo stesso tempo va detto che la dimensione delle aziende non è di per sé garanzia di argine alle derive criminali e le grandi realtà sono appetibili così come le piccole e medie imprese a conduzione familiare. Non sempre grande è bello e anzi, a livello macroscopico, le vere distorsioni vengono praticate proprio da chi ha i numeri per incidere in modo determinante sul mercato. Non certo dalla piccola impresa artigiana il cui titolare, spesso, vive del proprio lavoro. In questo contesto dispiace che ancora in questi giorni le associazioni di categoria che siedono all’Albo dell’Autotrasporto, anche con ruoli dirigenziali-chiave, invece di difendere e appoggiare le istanze delle piccole e medie imprese, ossatura del mondo economico del nostro paese, si limitino ai soliti generici slogan sulla legalità. La legalità si persegue prima di tutto offrendo garanzie economiche che consentano alle imprese di sopravvivere, combattendo al loro fianco quando sono strangolate da un folle caro-carburante. Prima e vera emergenza da mesi. Ecco, proteggere il ‘Dna sano’ di chi vive di autotrasporto e che sopporta da anni umiliazioni e storture e che deve anche fare i conti con realtà che rispondono a logiche che nulla hanno a che vedere con la concorrenza, sarebbe proprio uno dei compiti delle associazioni di categoria. Eppure, chi ogni giorno viaggia sulle strade italiane sa benissimo che purtroppo a questa responsabilità le vecchie associazioni, impegnate a fornire servizi funzionali al loro sostentamento, hanno abdicato“.

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