venerdì, 1 Luglio 2022
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MAN Truck & Bus Italia main sponsor della mostra per i 50 anni di attività di Guido Harari

“Guido Harari. Remain in Light” è la prima mostra antologica sui 50 anni da fotografo di Guido Harari, allestita nelle sale della Mole Vanvitelliana di Ancona, dal 2 giugno al 9 ottobre 2022. MAN Truck & Bus Italia è il main sponsor dell’evento a sottolineare l’attenzione della filiale italiana del costruttore tedesco nei confronti della cultura e della fotografia in particolare, dopo le due edizioni della mostra fotografica “Vite in Viaggio”, organizzate a Verona.

Per capire la grandezza di Guido Harari è giusto iniziare dalla sua biografia. Ispirato dai grandi fotografi di rock e jazz degli anni Cinquanta e Sessanta, Guido Harari si è affermato nei primi Settanta come fotografo e giornalista musicale. Nel tempo ha esplorato e approfondito anche il reportage, il ritratto istituzionale, la pubblicità e la moda, collaborando con le maggiori testate italiane e internazionali. Numerose le copertine di dischi da lui firmate per artisti come Kate Bush, David Crosby, Bob Dylan, B.B. King, Ute Lemper, Paul McCartney, Michael Nyman, Lou Reed, Simple Minds e Frank Zappa. In Italia ha collaborato soprattutto con Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Angelo Branduardi, Vinicio Capossela, Paolo Conte, Pino Daniele, Fabrizio De André, Eugenio Finardi, Ligabue, Mia Martini, Gianna Nannini, PFM, Vasco Rossi e la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti. Ha realizzato diverse mostre personali un po’ in tutto il mondo e, nel 2011, ha creato ad Alba, dove risiede da anni, la Wall Of Sound Gallery, una galleria fotografica dedicata all’immaginario della musica, a cui si è presto aggiunta Wall Of Sound Editions, casa editrice di cataloghi e libri in tiratura limitata.

GUIDO HARARI Credit- Nicola Boccardi

Un grande fotografo quindi, celebrato da una grande mostra, e MAN Truck & Bus ha voluto essere al suo fianco perché, oltre a rockstar e importanti personaggi, Harari è anche un ‘amico’ dei veicoli industriali e il perché lo spiega lui stesso: “Il camion e il bus fanno parte di un’iconografia molto cara al rock, alla vita “on the road”, soprattutto a quella delle grandi tournée. Senza camion né bus i grandi eventi musicali, ma non solo quelli, sarebbero impensabili: grazie a loro si spostano, da un paese all’altro, tonnellate di scenografie, megaschermi, impianti audio e luci, strumenti musicali e tutte le diavolerie tecnologiche oggi al servizio della musica dal vivo. A volte mi sono trovato addirittura a montare dei set fotografici in mezzo ai camion schierati fuori da stadi e palasport. Jackson Browne ha celebrato magistralmente e in chiave molto romantica l’epica “randagia” di musicisti e tecnici in tournée nella sua famosa canzone degli anni Settanta, “The Load Out/Stay” (…sul bus ascoltiamo musica country western, rhythm & blues e disco music su cassette stereo a 8 tracce… e gli autisti dei nostri camion che chiacchierano tra loro in CB…).
Recentemente, per il servizio fotografico della copertina del nuovo disco di Shel Shapiro, “Quasi una leggenda”, Shel ed io abbiamo scelto di utilizzare sul set un mastodontico camion MAN tutto nero e cromature in acciaio: è stata una sfida stimolante che mi ha offerto l’occasione di conoscere MAN Truck & Bus Italia e di condividere con loro il progetto della mia mostra più importante. Non è scontato trovare attenzione e sensibilità da parte di una casa automotive, soprattutto nell’ambito dei veicoli industriali, nei confronti della cultura e questo mi rende ancor più orgoglioso e grato per questa collaborazione su un progetto per me così fondamentale.”.

La mostra “Guido Harari. Remain in Light”

La mostra “Guido Harari. Remain in Light”, a cura di Denis Curti, racconta i cinquanta anni di questo straordinario fotografo. Il titolo riprende il celebre disco dei Talking Heads, Remain in Light perché “restare in luce” è l’invito che spesso il fotografo indirizza ai suoi soggetti prima di scattare. Sono oltre 300 le fotografie, installazioni, filmati originali e proiezioni che raccontano tutte le fasi della sua eclettica carriera: dagli esordi degli anni Settanta come fotografo e giornalista in ambito musicale, ai ritratti intesi come racconto intimo degli incontri con i maggiori artisti e personalità del suo tempo, fino all’affermazione di un lavoro che nel tempo ha incluso editoria, pubblicità, moda e reportage.

La mostra si articola in diverse sezioni, dalle foto dell’adolescenza (come racconta lui stesso ha iniziato dodicenne con un’intervista a Shel Shapiro dei The Rokes) allo sguardo privilegiato e molto ravvicinato sul backstage delle tournée. Quindi i concerti, le foto più classiche, e poi i ritratti dei musicisti del cuore, tra cui quello di copertina della mostra stessa: Lou Reed e Laurie Anderson. Una sezione è dedicata alla riflessione su quel che rimane dell’utopia musicale degli anni Sessanta con un intenso reportage sul festival del 25° anniversario di Woodstock, per finire con i tanti ritratti degli artisti incontrati in 50 anni di carriera. A questi si aggiungono tante altre celebrità e protagonisti della cultura e della società tra Novecento e Duemila, senza dimenticare una sezione dedicata ai fotografi che lo hanno ispirato.

“L’interesse di MAN per la fotografia ha natali lontani, forse anche per la stretta vicinanza con il concetto del viaggio che si lega ai nostri veicoli – ricorda Alessandro Smania, Direttore marketing e comunicazione di MAN Truck & Bus Italia –. Questo binomio si è concretizzato anche nel concorso fotografico “Vite in Viaggio”, le cui opere dei finalisti sono state esposte nel 2017 e nel 2018 presso il Museo Amo del Palazzo Forti di Verona. Un’esperienza che ha lasciato decisamente il segno anche per i tanti protagonisti del mondo della fotografia coinvolti, da Denis Curti a Maurizio Galimberti. Un percorso che nel corso dell’ultimo anno ci ha visto incrociare la nostra strada con un altro mostro sacro dell’obiettivo come Guido Harari. Conosciuto sul set per lo scatto della copertina dell’ultimo album di Shel Shapiro, la relazione con Guido è proseguita trovando la sua naturale espressione nel voler condividere ancora una volta il valore della fotografia come patrimonio culturale di una società. Siamo orgogliosi di essere al fianco di questa prima mostra antologica che celebra i 50 anni di carriera di un artista come Guido e speriamo vivamente di poter portare queste autentiche opere d’arte in giro per tutta Italia”.

Redazione
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