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Difesa, Iveco rinnova il contratto con l’Esercito italiano

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Iveco Defence Vehicles estende il contratto con l’Esercito italiano per la difesa. Il rinnovo avviene a distanza di quasi un anno dalla prima firma

IDV fornirà ulteriori 658 autocarri tattico-logistici, ampliando – di fatto – l’accordo originario che prevedeva 1.453 veicoli.

Iveco Defence Vehicles estende il contratto con l’Esercito italiano per la difesa

Il nuovo contratto consentirà di rinnovare e modernizzare la flotta di veicoli tattico-logistici dell’Esercito italiano e di rafforzarne ulteriormente le capacità operative. Con l’aggiunta di 658 nuovi camion, la Difesa riceverà complessivamente 2.111 unità. Le consegne dei veicoli sono previste fino al 2039.

L’accordo “rappresenta un ulteriore traguardo nell’impegno di IDV nel sostenere e rafforzare le capacità operative terrestri del Paese“, si legge in una nota.

I veicoli aggiuntivi saranno basati sulla nuova gamma di autocarri militari e saranno forniti in diverse configurazioni logistiche, tra cui trasporto materiali, cisterne di acqua e carburante, trasporto container, recovery e complessi traino. Il contratto prevede anche supporto logistico e attività di manutenzione e assistenza, per l’intera flotta.

IDV sotto il controllo italiano

L’accordo dello scorso anno era stato stipulato tra la Direzione degli Armamenti Terrestri – del Ministero della Difesa – con Iveco Defence Vehicles per un valore complessivo pari a 755 milioni di euro.

Iveco Defence Vehicles è il marchio di Iveco Group specializzato in mezzi per la difesa e la protezione civile. Il settore dei veicoli militari è l’unico sotto il controllo italiano, ceduto per 1,7 miliardi di euro a Leonardo S.p.a. La parte restante di Iveco, che riguarda i veicoli commerciali, i bus, i mezzi pesanti e i motori, è stata acquistata dal gruppo indiano Tata Motors per un valore di 3,8 miliardi.

I due accordi sono stati siglati a luglio e le operazioni sono state approvate dal governo italiano tramite i poteri speciali previsti dal Golden Power per salvaguardare gli interessi strategici nazionali.

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