venerdì, 21 Giugno 2024
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BFWE tra decarbonizzazione trasporti e hard to abate: Hydrogen Valley e transizione biogas a biometano

Si è svolta giovedì scorso la seconda delle tre giornate delle manifestazioni sull’energia organizzate da BolognaFiere Water&Energy – BFWE. Viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava, sulla mobilità: “Serve un quadro regolamentare chiaro e certo e individuare una strategia che consenta di coniugare sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e mantenimento dei livelli occupazionali”.

I progetti sulle Hydrogen Valley con la realizzazione di infrastrutture e hub innovativi dislocati lungo tutto il Paese, i finanziamenti previsti dal PNRR per sviluppare la filiera idrogeno e decarbonizzare i settori dell’industria e dei trasporti, l’importanza di una produzione di idrogeno verde a livello locale. E ancora, la normativa italiana “molto contraddittoria” sul biometano nel settore agricolo che sta rallentando il settore, le soluzioni per accelerare la conversione degli impianti a biogas in impianti a biometano. Infine, la mobilità urbana sostenibile che vede l’idrogeno, l’elettricità, il biometano e gli efuels come le alternative ai carburanti tradizionali che le aziende possono utilizzare per rendere le città e il proprio servizio più ecosostenibili.

Sono i temi principali discussi nella seconda giornata delle manifestazioni dedicate ai temi dell’energia e dell’ambiente organizzate da BolognaFiere Water&Energy –  BFWE:  HESE – Hydrogen Energy Summit&Expo, Forum Fuels Mobility, ConferenzaGNL e CH4 che quest’anno lancia il nuovo progetto bioCH4 sui “green gas”, in particolare sul biometano.

Nell’ambito di HESE, è stato sottolineato il ruolo fondamentale delle Hydrogen Valley e dello sviluppo di nuove tecnologie per decarbonizzare settori come l’hard to abate e i trasporti e contribuire all’indipendenza energetica del paese.

Secondo quanto ha illustrato H2IT – Associazione Italiana Idrogenopartner di BFWE nella manifestazione HESE, dei 3,64 miliardi previsti dal PNRR per sviluppare la filiera idrogeno, 500 milioni sono destinati ai progetti delle Hydrogen Valley. A questi, si aggiungono i 90 milioni di euro compresi nel capitolo RePower EU all’interno della revisione del PNRR. Un investimento totale di quasi 600 milioni di euro e 54 progetti già finanziati su tutto il territorio nazionale (da realizzare entro il 31 dicembre 2026).  Al Mezzogiorno è destinato il 50% dei fondi.

Alla manifestazione HESE ha partecipato anche Enea che, presso il centro di ricerca della Casaccia, ha avviato la progettazione di una delle prime Hydrogen Valley a livello nazionale. “È una demo valley perché ha come obiettivo quello di essere una piattaforma aperta alle industrie che vogliono provare e dimostrare della tecnologia”, ha commentato Giulia Monteleone responsabile divisione produzione Storage e utilizzo dell’energia di Enea. “Attraverso l’Hydrogen Valley possiamo far partire un nucleo iniziale di avvio di installazioni e integrazione di tutte le tecnologie che afferiscono alla catena del valore dell’idrogeno. Da qui immaginiamo che possa innescarsi un’economia all’idrogeno”, ha aggiunto Monteleone.

Presente a HESE anche Alessia Rosolen assessore regionale al lavoro con delega alla ricerca Friuli Venezia Giulia che ha avviato una hydrogen valley transfrontaliera con il coinvolgimento della Slovenia e della Croazia. “17 progetti pilota e 37 organizzazioni a cavallo di tre confini, quelli tra Italia, Slovenia e Croazia. Uno dei progetti faro dell’Unione Europea e il progetto che ha vinto il bando Horizon e ha dato il via alla nordic hydrogen valley. E’ un sistema che mette insieme i percorsi di ricerca e applicazione con un finanziamento europeo di 25 milioni e produce valore aggiunto per altri 375 milioni mettendo in fila tutta la filiera dell’idrogeno dalla ricerca alla produzione fino allo stoccaggio e alla distribuzione”, ha spiegato l’assessore.

Una Hydrogen Valley per Malpensa è stata presentata da Giorgio Mariani, assessore alla Rigenerazione Urbana di Busto Arsizio. “Il progetto ha vinto due bandi – ha detto Mariani – uno della comunità europea e l’altro del PNRR. “Il progetto consiste in decarbonizzare il territorio, quindi dell’aeroporto, dei mezzi pesanti dei due interporti e del sistema manufatturiero. Lo facciamo in collaborazione con SEA, Confindustria e il RINA che ha scritto materialmente il progetto”.

Quanto al biometano, grande partecipazione con dibattiti animati nelle tavole rotonde di CH4+bioCH4. Un primo confronto è stato quello tra gli imprenditori agricoli che stanno convertendo gli impianti a biogas in impianti a biometano. Attualmente in Italia ci sono 2000 impianti a biogas di cui 1500 agricoli. Quelli a biometano solo una sessantina di cui la maggior parte alimentati a rifiuti.

Un settore che sconta una normativa che in Italia è ancora contraddittoria e ne sta rallentando lo sviluppo e le applicazioni. Si è tentato quindi di trovare le soluzioni per accelerare la transizione dalla produzione di energia elettrica alla produzione di biocombustibili e biocarburanti.

Un secondo momento di confronto ha visto il mondo della ricerca presentare due progetti finanziati dall’Ue: il Progetto Biomethaverse per realizzare impianti pilota a biometano in grado di portare innovazione all’interno della filiera produttiva e il Progetto Alpha per affiancare gli allevatori Ue e aiutarli a realizzare nuovi impianti a biometano. Nella discussione coinvolti centri di eccellenza come il CNR, CREA, CRPA, che hanno illustrato i diversi filoni di ricerca in atto sulla filiera biometano.

CH4+bioCH4 è stata anche l’occasione di incontro tra le società che operano nella regione Emilia Romagna che hanno creduto nella filiera a biometano e stanno investendo in progetti nel settore. Hanno partecipato anche le associazioni di rappresentanza dei distributori stradali dove viene erogato biometano gassoso e liquefatto come biocarburante avanzato.

Infine, durante la tavola rotonda organizzata da NGV Italy, si è discusso sulle soluzioni che il comparto del trasporto leggero e pesante sta introducendo per offrire il suo impegno al processo di innovazione energetica.

“Il settore della mobilità, al pari dell’edilizia e della stessa industria energetica, è chiamato a innovarsi e superarsi per far fronte agli sfidanti obiettivi di decarbonizzazione. Mobilità dolce, soluzioni condivise, aggiornamento del parco circolante e nuovi vettori energetici sono le soluzioni per affrontare con concretezza e pragmatismo la transizione energetica del settore” ha commentato Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in un messaggio letto durante il convegno di NGV Italy, che ha aggiunto: “Governo, decisori e legislatori hanno il compito di sostenere l’innovazione nel settore con incentivi e investimenti, incoraggiare la ricerca industriale attraverso l’adozione di un quadro regolamentare chiaro e certo e di individuare una strategia che consenta di coniugare sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e mantenimento dei livelli occupazionali”.

 

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