giovedì, 13 Giugno 2024
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“Non chi comincia, ma quel che persevera”

Una grande emozione! È con questo sentimento che mi appresto a iniziare questa nuova avventura, resa possibile dagli amici di Trasportare Oggi in Europa, che ringrazio per l’opportunità. Per me è come se fosse un primo giorno di scuola, essendo questo, peraltro, il mio primo blog in assoluto. Una vera scommessa, che affronto con l’augurio di poter dare ai lettori degli angoli di visione nuovi sul settore aftermarket che coinvolge il mondo del veicolo industriale.

Quale miglior occasione per iniziare se non i recenti dati del Barometro Aftermarket Truck di ANFIA, riferiti all’anno 2022 e diffusi con il comunicato stampa di fine gennaio.

Il Barometro è un progetto a cui tengo in modo particolare. Nato nel settembre 2021, ci permette, oggi, all’interno della sezione Aftermarket di ANFIA, di avere un’analisi sugli andamenti aftermarket dei prodotti (raggruppati per tre macro-famiglie). L’obiettivo è non solo fornire un “numero”, ma, soprattutto, dare delle chiavi di lettura per comprendere le dinamiche qualitative del mercato. E sappiamo quanto questo sia essenziale in uno scenario, quello attuale, profondamente modificato e con dei paradigmi di nuova mobilità in continua evoluzione.

Che cosa ci racconta, quindi, l’ultimo Barometro? Particolarmente positiva è stata, nel 2022, la macro-famiglia Motore&Trasmissione, che registra un notevole incremento di fatturato rispetto ai tre anni precedenti. Anno di ripresa anche per la macro-famiglia Sotto-telaio, che, nonostante il lieve calo rispetto al 2021, riporta un segno positivo rispetto al 2020 e al 2019. 2022 da dimenticare, invece, per la macro-famiglia Sopra-telaio, che registra la performance peggiore degli ultimi quattro anni.

Come commentavo, pur in presenza di un quadro complessivo soddisfacente, lo scenario rimane sfidante. In particolare, in questo contesto, diventa ancora più necessario promuovere una sostenibilità competitiva del comparto aftermarket dei veicoli pesanti sul medio e lungo periodo. Una sostenibilità competitiva che sappia affrontare con efficacia la complessità attuale, dove alle dinamiche inflattive di mercato si aggiungono le problematiche relative alla struttura corrente del mercato del lavoro nonché le tendenze evolutive (su tutte la digitalizzazione e la transizione energetica) che, seppure in modo non sempre lineare, stanno cambiando prodotti, processi e meccanismi di governance degli operatori, rendendo il valore dei prodotti non più tanto legato ai caratteri attributivi degli stessi, bensì alle opportunità di integrazione in ecosistemi tra loro connessi.

Dobbiamo presidiare la ragionevolezza, ma allo stesso tempo coltivare la consapevolezza e la responsabilità della transizione che siamo fronteggiando e la complessità che la caratterizza.

“Non chi comincia, ma quel che persevera”, recita il motto della Vespucci. Con questo spirito, inauguro questa nuova esperienza invitandovi tutti a condividere le vostre riflessioni e punti di vista, anche critici. Tutto ciò a favore del nostro amato mondo “pesante” che, ostinatamente e caparbiamente, nonostante tutto, persevera.

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