giovedì, 30 Giugno 2022
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Trasportounito: finita la tregua con il governo

Gli autotrasportatori italiani tornano  sulle strade per azioni di protesta che segnano la riapertura di una stagione di conflittualità contro il Governo. Lo ha deciso oggi a Genova l’assemblea di Trasportounito, denunciando una situazione ormai insostenibile per la categoria e portando all’opinione pubblica lo stillicidio di un settore che giorno dopo giorno perde aziende, occupazione e non è più in grado di affrontare i costi di gestione, strangolato da una committenza che gli accordi di giugno fra governo e associazioni non hanno vincolato a norme e obblighi certi.
Trasportounito ha invitato i suoi associati a pagare alla scadenza del 31 gennaio solo un euro simbolico della quota obbligatoria all’Albo nazionale dell’autotrasporto. “Abbiamo scelto questa forma di disobbedienza silenziosa per scuotere istituzioni , ma anche protagonisti del settore che hanno negoziato e definito accordi – ha affermato Franco Pensiero, presidente di Trasportounito – sulla testa delle aziende e degli autotrasportatori”.
Parallelamente da dicembre saranno attuate manifestazioni di protesta su tutto il territorio nazionale. Ciò anche sulla base delle indicazioni che scaturiranno dall’incontro urgente che Trasportounito chiederà al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli nonchè del Consiglio nazionale dell’associazione convocato per il 14 novembre.
In Liguria Trasportounito ha chiesto anche l’immediata riapertura del confronto con le tre Autorità portuali di Genova , Savona e La Spezia, per individuare soluzioni urgenti al problema dei tempi di attesa che le aziende di autotrasporto sono costrette a subire nei tre scali marittimi liguri.

Da Trasportounito Fiap

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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