domenica, 4 Dicembre 2022
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Parte la mobilitazione generale della categoria

“L’autotrasporto italiano sta collassando. I fallimenti ormai sono all’ordine del giorno. Le imprese hanno accumulato tanti di quei debiti che ci vorranno anni per ricostruire una decente condizione finanziaria”; un quadro talmente disastroso- afferma Franco Pensiero, presidente di Trasportunito – da rendere inevitabili risposte estreme: “la mobilitazione della categoria è oggi l’unica scelta possibile”.

“Già da sabato prossimo – precisa Pensiero – in sede di Consiglio Nazionale di Trasportounito – saranno tracciate le linee della protesta contro i ritardi del Governo nel ridefinire una disciplina dell’autotrasporto in grado di garantire sicurezza e trasparenza del mercato, e contro i numerosi “furbetti dei vari quartieri”, corrispondenti a dirigenti delle associazioni dell’autotrasporto i quali, dietro proclami e annunci perseguono finalità diverse, si alzano e si siedono ai tavoli a secondo di convenienze distanti dagli interessi della categoria”.

“E’ vero che stiamo pagando le conseguenze della crisi internazionale – afferma Franco Pensiero, presidente nazionale di Trasportounito – ma i danni strutturali sono prodotti dalla mancata definizione di un quadro normativo che consenta all’autotrasporto di vedere coperti i suoi costi di gestione, di non essere costretto a compromettere la sicurezza stradale per sopravvivere, e di stabilire un corretto e garantito rapporto con la propria committenza”. “E’ inutile – prosegue – continuare a pensare che i problemi dell’autotrasporto si risolvano con aiuti economici. Occorre intervenire sulla disciplina del mercato dei servizi per consentire alle imprese di ricevere risorse direttamente dal mercato”.

Il Governo, dal primo dicembre 2009, ha aperto un tavolo di confronto con le associazioni dell’autotrasporto e della committenza.

“La trattativa avrebbe dovuto sfociare entro il 31 marzo in una proposta complessiva del Governo, ma la decisione di alcune associazioni dell’autotrasporto di abbandonare il tavolo ha vanificato questa prospettiva e la possibilità di rispondere immediatamente alle reali esigenze delle imprese dell’autotrasporto. In tutto ciò il Governo non decide e continua a rinviare la chiusura del confronto palesando segnali di debolezza che gli autotrasportatori stanno pagando in contanti, o meglio, continuando ad indebitarsi”.

“E suona sempre di più come una presa in giro per i lavoratori di questo settore – prosegue Pensiero – il reiterato appello al senso di responsabilità degli autotrasportatori per non arrecare danni all’economia nazionale”.

Restano quindi in sospeso temi di vitale importanza come il pagamento obbligatorio delle fatture per servizi di autotrasporto a 30 giorni, la retribuzione dei tempi di attesa improduttiva subiti dagli autotrasportatori nei luoghi di carico e scarico delle merci, la composizione della tariffa al fine di garantire la copertura dei costi minimi, la limitazione alla catena dei subappalti nei servizi di trasporto e il problema della restituzione dei pallets, ovvero degli imballaggi sui quali posa il carico.

“Gli autotrasportatori devono rendersi conto di persona – conclude Pensiero – di come sta lavorando il tavolo di confronto che dovrebbe decidere sulle nuove normative del settore e quindi sul futuro delle imprese. Per questo motivo la nostra delegazione alla prossima riunione del tavolo sarà più numerosa del solito”.

 

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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