lunedì, 27 Giugno 2022
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Mitsubishi L200: all in one

In primis un pick-up, un SUV, ma anche un SUT (Sport Utility Truck) in grado di trasportare quattro passeggeri e tanta merce con la certezza, inoltre, di potersi muovere su qualsiasi fondo: questo è L200 Mitsubishi

L200, sigla che identifica uno dei pick-up più conosciuti e graditi sul mercato. Non passa certamente inosservato ed è inconfondibile: sarà per il frontale, aggressivo e massiccio caratterizzato da linee morbide, sarà per il fascione bombato ed arrotondato, in grado di ospitare una generosa bocca di raffreddamento ed i grandi gruppi ottici. Sua musa ispiratrice è stata il Pajero Evo, la “concept car” dominatrice della Dakar, da cui eredita non solo alcune soluzioni stilistiche, come le linee guida del nuovo frontale e dei parafanghi, ma soprattutto la grinta e la sportività tipica delle vetture di quel calibro. In ogni caso Mitsubishi L200 ha dovuto inizialmente faticare per essere compreso al meglio dal vasto pubblico. Ci riferiamo soprattutto al preconcetto che generalmente indica il pick-up come un veicolo non proprio brillante. Normalmente, infatti, i veicoli di questa tipologia sono robusti ed affidabili, ma prestazionalmente non eclatanti. L'L200, comunque, ce l’ha fatta; lo dimostrano 29 anni di presenza sul mercato e più di 56.000 esemplari venduti che lo consacrano al vertice del segmento. Il pick-up Mitsubishi, grazie al propulsore a gasolio con trazione integrale inseribile da 2,5 litri turbo common rail, eroga 178 Cv a 4.000 giri con una coppia di 400 Nm (a 2.000 giri) più che sufficiente per un veicolo “flessibile” che misura più di cinque metri di lunghezza!

Robusto ed affidabile

Rispetto alla versione precedente, la nuova motorizzazione offre una coppia migliorata ideale per trarsi d’impaccio nelle manovre più difficili, oppure su fondi piuttosto “impegnativi”. Lo abbiamo provato (nella versione Double Cab Intense Plus) e ci siamo realmente divertiti perché a bordo di questo “SUT” ci si sente tranquilli nell'affrontare qualsiasi tipo di fondo, grazie ai numerosi sistemi di trazione e di sicurezza (attiva e passiva) come l'ABS con EBD (Electronic Brake-Force Distribution) o come il controllo di trazione e stabilità, Masc/Matc (Mitsubishi Active Stability/Traction Control). Questo sistema agisce in modo indipendente sui freni e distribuisce la potenza su ogni singola ruota in modo da garantire la massima trazione in qualsiasi condizione di marcia e di fondo stradale. Un veicolo del genere è, comunque, “impegnativo” dimensionalmente, ma la casa nipponica lo ha dotato di grande manovrabilità, grazie ad uno sterzo modificato con pignone e cremagliera, offrendo così una risposta più precisa. In tal modo è notevolmente aumentato il raggio di sterzata: l’L200 si pone ai vertici della categoria con soli 5,9 metri.

Sempre sotto controllo

Il conducente può scegliere quale impostazione del ripartitore utilizzare, grazie al selettore Super Select (derivato dal Pajero), in base alle condizioni marcia ed al terreno su cui ci si trova, senza la necessità di doversi fermare per poter passare dal 2WD al 4WD (purché entro i 100 km/h). Nessun fondo, insomma, può opporsi all'avanzata del L200, grazie soprattutto al valido aiuto offerto dalle ridotte che si rivelano insostituibili nelle salite e nelle discese impegnative. La sua “location” naturale sono, come già detto, i fondi difficili come cantieri e cave, ma anche sulle normali strade ed autostrade L200 può offrire cinque comodi posti con un sufficiente comfort. La velocità di punta raggiunge i 179 km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 11,6 secondi. Anche i consumi sono nella media, con circa 8,4/8,6 litri per 100 km (nel ciclo combinato). Quando si viaggia ben carichi una valvola proporzionale sensibile al carico assicura la frenata adeguata, mentre la capacità di traino è di 2,7 tonnellate.

Cokpit del pick-up

La sagoma dell'L200, lo si intuisce chiaramente, è ispirata ai possenti pick-up americani, ma il restyiling è spiccatamente europeo. La scelta di differenziare l’L200 dal “cugino” statunitense Mitsubishi Raider risulta, quindi, estremamente azzeccata. La strumentazione del cruscotto offre un'esauriente mole di informazioni grazie al “trittico” di strumenti analogici tradizionali, oltre al più attuale display digitale (posto centralmente) che restituisce al conducente tutti i parametri più importanti sulla marcia e sul viaggio “in progress”. In cabina sono molte le soluzioni pratiche che aumentano il comfort, come il vano portaocchiali sul padiglione ed i portabottiglie nelle porte. A portata di mano sono anche il comando del lunotto posteriore elettrico e la presa a 12 V. Perfetta la scelta di dotarlo di cruise control. La guida su strada tradisce leggermente la vocazione fuoristradistica di Mitsubishi L200 grazie alle sospensioni calibrate per assorbire al meglio le asperità di un terreno accidentato. A prescindere da questo, il “test noise” effettuato in cabina in autostrada restituisce un dato più che buono 74–75 dB(A) registrato alla velocità di circa 110 Km/h (circa 2.400 giri). Questo veicolo risponde, insomma, alla richiesta dell'utenza che attualmente desidera maggiore versatilità creativa a questi veicoli che, sino a qualche anno fa, venivano considerati alla stregua di semplici e spartani mezzi da lavoro.

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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