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DKV Mobility: flotte aziendali elettriche in crescita nei prossimi 2 anni

DKV Mobility evidenzia una forte crescita dell’elettrificazione delle flotte aziendali in Europa, con oltre il 50% delle imprese pronto a investire in veicoli elettrici nei prossimi due anni. In Italia, la ricarica in sede è già diffusa, ma costi e infrastrutture pubbliche restano i principali ostacoli alla transizione

Per lo studio, l’istituto di ricerca Innofact AG ha condotto 1.732 interviste online standardizzate con fleet manager in otto Paesi europei nel novembre 2025.

DKV Mobility evidenzia una forte crescita dell’elettrificazione delle flotte aziendali in Europa

Secondo lo studio promosso da DKV Mobility l’elettrificazione delle flotte aziendali sta accelerando in tutta Europa. Nei prossimi due anni, oltre la metà delle aziende prevede di acquistare ulteriori veicoli completamente elettrici. La transizione, però, per molte imprese rappresenta un percorso che dipende da condizioni molto concrete, come budget, costi dell’energia e capillarità delle infrastrutture di ricarica.

«Il nostro report mostra in modo chiaro come l’elettrificazione nelle aziende europee stia aumentando sempre di più. Allo stesso tempo, è evidente che la trasformazione delle flotte aziendali resta per molte imprese un compito strategico complesso», dichiara Sven Mehringer, Managing Director di DKV Mobility e responsabile di Energy & Vehicle Services.

Nonostante la spinta verso l’e-mobility, diesel e benzina continuano a pesare ancora in modo significativo nel mix delle flotte europee. Al tempo stesso, BEV e plugin hybrid stanno guadagnando terreno, con velocità diverse a seconda del Paese. I Paesi Bassi, ad esempio, mostrano una diffusione già superiore alla media dei veicoli completamente elettrici, mentre in alcune aree dell’Europa centrale e orientale il percorso appare più graduale e spesso passa da soluzioni ibride di transizione.

Un elemento comune che emerge a livello europeo riguarda la ricarica: circa 9 aziende su 10 che hanno già veicoli elettrici dispongono di infrastrutture di ricarica proprie in sede e una maggioranza dichiara di volerle rafforzare ulteriormente nel prossimo futuro.

Ricarica diffusa ma costi determinanti

In Italia, il quadro si inserisce nella tendenza europea ma con due evidenze nette. La prima riguarda la ricarica in azienda: tra le imprese che hanno già veicoli elettrici o plugin in flotta, il 90% dichiara di disporre di infrastrutture di ricarica in sede, un dato sostanzialmente in linea con la media europea; inoltre, il 78% prevede di potenziarle ulteriormente nei prossimi due anni, orientandosi sia verso wallbox (33%) sia verso colonnine di ricarica (53%).

La seconda è legata ai freni economici. Gli intervistati indicano soprattutto i prezzi di acquisto dei veicoli elettrici (80%) e il costo dell’elettricità/ricarica (74%) come ostacoli principali alla piena transizione, insieme alla percezione di autonomia ancora limitata (73%) e a una rete pubblica considerata non abbastanza sviluppata (73%).

Sul fronte della gestione complessiva delle flotte, le aziende italiane segnalano come principali sfide la pressione sui costi (79%) e i requisiti di sostenibilità (79%), seguiti dalla complessità legata all’elettrificazione e introduzione di veicoli elettrici (77%). Tre priorità che, nel caso italiano, risultano particolarmente ravvicinate e si rafforzano a vicenda. Anche per questo, i servizi restano centrali nella gestione quotidiana: in Italia il 70% delle aziende utilizza le carte carburante e, tra chi ha EV/ibridi, il 43% utilizza una carta di ricarica.

«L’indagine conferma che l’elettrificazione delle flotte sta entrando in una fase più matura: l’interesse delle aziende è concreto e la direzione è tracciata, ma la velocità della transizione dipenderà dalla capacità di rendere il cambiamento sostenibile nel tempo. Nei prossimi anni ci aspettiamo un’accelerazione guidata da scelte sempre più orientate a efficienza e responsabilità ambientale, a condizione che costi, disponibilità energetica e infrastrutture evolvano con continuità», commenta Marco Berardelli, Managing Director DKV Mobility Italia.

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