giovedì, 27 Gennaio 2022

Intermodalità: realtà o utopia?

L’intermodalità sta morendo! E’ l’allarme lanciato dal Segretario generale di ANITA, Giuseppina Della Pepa, nel corso del dibattito “Il treno conviene?” organizzato da “Il Sole 24 ore Trasporti” in occasione del Transpotec, inaugurato venerdì scorso a Milano.

<<Nonostante ci siano molte imprese che investono sul trasporto combinato – spiega Della Pepa – in Italia il trasporto su ferro non decolla. Costi eccessivi, inefficienza del sistema infrastrutturale, scarsa flessibilità e poca efficienza tra le cause dell’insuccesso del cargo ferroviario. Il treno non conviene per le merci deperibili che richiedono una distribuzione just in time, conviene invece per trasportare merci su lunghe distanze>>.

Nel nostro Paese circa l’89% delle merci viaggiano su gomma, il 7% su ferro e il 4% su nave, eppure il nostro “stivale” si presta geograficamente, meglio di altri Paesi, al trasporto ferroviario e marittimo rispetto a quello su gomma. Il gap che ci divide dagli altri Paesi fa riflettere: in Svizzera la quota modale è superiore al 40% (circa 5 volte a quella italiana) e la Francia recentemente ha stanziato 9 miliardi di euro per il trasporto su ferrovia.

<<Quale è l’impegno del Governo per rilanciare il sistema dei trasporti?>> È l’interrogativo che il Segretario di ANITA pone al Sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino presente all’incontro.

<<Il Governo sta pensando al “ferro bonus”>>: risponde il Sottosegretario. <<Dopo il successo dell’ecobonus per le autostrade del mare, vogliamo incentivare le imprese di autotrasporto a trasportare le merci anche sui treni>>.

Tra le ricette che l’Associazione confindustriale propone per rilanciare il trasporto su ferro, quelle di portare avanti il processo di liberalizzazione delle ferrovie, per favorire l’abbattimento dei costi, e di riprendere il Piano della Logistica coinvolgendo tutti gli attori del sistema per favorire un riequilibrio modale e un sistema integrato dei trasporti.

Da ANITA

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