mercoledì, 24 Aprile 2024
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Il Senato francese discute sull’ecotassa

È finalmente giunta all’assemblea del Senato francese il progetto di legge sui trasporti contenente, tra le altre cose, anche l’introduzione della ecotassa gravante sui veicoli per il trasporto merci. L’iter del provvedimento è stato e continua a essere particolarmente tribolato: il governo lo deliberò tre anni fa, nel 2009, ma l’avvio dell’esame parlamentare per la sua approvazione è stato più volte rinviato. Fino all’ultima notizia risalente a mercoledi della scorsa settimana, quando la Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delo stesso Senato ha respinto il provvedimento il quale andrà perciò all’esame dell’aula senza discussioni preventive e senza emendamenti.

Oltre a queste difficoltà istituzionali, il provvedimento è da sempre al centro della polemica da parte di molte organizzazioni di categoria che la contestano per i costi aggiuntivi che va ad apportare al sistema dei trasporti, e perché sinora non sono mai state indicato quali potranno essere i suoi reali costi. Solo all’inizio di gennaio il ministro dei Trasporti di Parigi, Frédéric Cuvillier, nel sostenere l’opportunità dell’ecotassa ha indicato in 12,2 miliardi di euro le entrate annuo per lo Stato attraverso tale balzello. Il ministro ha sostenuto il provvedimento affermando che con quanto incassato attraverso l’ecotassa sarà possibile finanziare interventi di manutenzione e di realizzazione di nuove strutture viarie, oltre che per potenziare modalità di trasporto a scarso impatto ambientale.

Da parte delle organizzazioni di categoria da tempo sono venute obiezioni e aperte contestazioni all’iniziativa, considerata soltanto un appesantimento economico, di cui peraltro accusano il governo di non avere mai comunicato esattamente e concretamente l’ammontare. L’ultima protesta in ordine di tempo è arrivata dall’associazione che raggruppa gli autotrasportatori “di prossimità”, in particolare quelli che svolgono la loro attività in funzione e al servizio del mondo rurale (per esempio la raccolta latte). Questi traffici ovviamente non avvengono su autostrada, e ben poco sulle strade nazionali, mentre più spesso e normalmente avvengono sulle strade secondarie. E l’ecotassa si rivolge appunto anche alle strade secondarie, per cui su questi traffici graverà un nuovo costo non indifferente. Nel loro argomentare questi trasportatori sostengono che la tassa andrebbe a scaricarsi sul costo dei trasporti e quindi sul consumatore.

C’è dunque attesa per le sorti del dibattito in Senato, con la speranza che veda la luce un provvedimento equilibrato e che non costituisca un ulteriore problema. La cosa riguarda evidentemente gli autotrasportatori francesi, ma non solo. Dal momento che se e quando la norma entrerà in vigore (l’impegno è per il prossimo mese di luglio) anche gli autotrasportatori stranieri si troveranno alle prese con il nuovo balzello.

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