HomeAssociazioniGuerra in Medio Oriente, tavolo al Mimit su energia e carburanti

Guerra in Medio Oriente, tavolo al Mimit su energia e carburanti

A una settimana dal conflitto scoppiato in Iran dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti, la guerra si è allargata a gran parte del Medio Oriente.

A fronte dell’escalation delle tensioni geopolitiche e della chiusura dello Stretto di Hormuz che stanno generando forti turbolenze sui mercati internazionali dell’energia e dei carburanti, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit – su indicazione del ministro Adolfo Urso – ha convocato due riunioni della Commissione di allerta rapida.

La Commissione di allerta rapida

A Palazzo Piacentini il ministro Adolfo Urso ha convocato una Commissione di allerta rapida per contenere l’emergenza energetica in relazione all’aumento dei prezzi sui carburanti, a causa del conflitto bellico scoppiato in Iran lo scorso 28 febbraio. A sette giorni dai primi missili lanciati su Teheran da Israele e Usa, la guerra si è estesa in Medo Oriente, toccando alcuni Paesi europei come Turchia e Cipro.

A destare preoccupazioni è soprattutto la chiusura dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo che separa la penisola arabica dall’Iran. Lungo circa 39 chilometri e largo tra i 50 e i 33, è uno dei passaggi energetici più importanti del pianeta. Da qui infatti transita oltre un quinto del petrolio mondiale trasportato via mare e più del 30% del gas naturale liquefatto.

Sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in italy l’andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. All’incontro presenti, oltre ai ministeri competenti, la Guardia di Finanza, ARERA, Banca d’Italia, ISTAT e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. A partecipare anche le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle associazioni di categoria, tra cui FAIB Confesercenti, FEGICA, FIGISC, ANISA, Confindustria, Assopetroli-Assoenergia, UNEM, Assogasliquidi, Confetra, Conftrasporto e Assocostieri.

Il Garante ha inoltre chiesto alle principali compagnie petrolifere chiarimenti sulle recenti variazioni dei prezzi, in particolare sul rapido adeguamento al rialzo dei listini di benzina e gasolio.

La responsabilità dell’intera filiera logistica

L’intervento del MIMIT, richiesto anche da FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali – nei giorni scorsi, rappresenta «un segnale importante di attenzione istituzionale in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e da una significativa volatilità dei mercati energetici», come sottolinea l’associazione.

Allo stesso tempo FIAP ricorda che nel settore dell’autotrasporto esistono già strumenti normativi per gestire l’aumento dei costi del carburante. «Il quadro normativo definito dal Decreto Legislativo 21 novembre 2005 n. 286, aggiornato nel 2022 grazie al lavoro delle associazioni di categoria, prevede infatti l’applicazione nei contratti scritti della clausola di adeguamento carburante prevista dall’art. 6-bis, che consente di aggiornare automaticamente i corrispettivi del trasporto quando varia il prezzo del gasolio».

Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP dichiara: «Le regole per trasferire l’aumento del gasolio nelle tariffe esistono già ed è proprio nei momenti di maggiore instabilità dei mercati energetici che devono essere applicate con determinazione. È importante che le imprese di autotrasporto utilizzino pienamente questi strumenti contrattuali per adeguare i corrispettivi del trasporto alle variazioni del costo del carburante».

La Federazione richiama anche la responsabilità dell’intera filiera logistica, sostenendo: «Le imprese di autotrasporto non possono continuare a essere l’ammortizzatore dei costi energetici della supply chain. Le norme introdotte negli ultimi anni servono proprio a garantire che tali aumenti vengano distribuiti in modo equilibrato lungo tutta la filiera».