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Guerra in Iran: “No ad aumenti ingiustificati sui carburanti”

È il quarto giorno di guerra in Medio Oriente dopo gli «attacchi preventivi» di Israele e Usa contro l’Iran. Nuovi raid israeliani contro Teheran e Beirut, in fiamme l’ambasciata americana a Riad e il quartier generale degli ayatollah colpito nella notte.

Mentre si assiste a un’escalation del conflitto, il mercato energetico torna al centro delle preoccupazioni del Paese, con i primi effetti sui prezzi di benzina e gasolio.

Le tensioni in Medio Oriente sul mercato

L’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha provocato forti reazioni sui mercati energetici. I prezzi del gas naturale europeo sono esplosi, segnando aumenti fino al 40% circa, e anche il petrolio ha registrato un significativo balzo. Contemporaneamente, le principali Borse europee hanno accusato ribassi marcati – secondo i numeri di ieri – con oltre 300 miliardi di euro di capitalizzazione azionaria cancellati in una sola seduta.

«Le tensioni in Medio Oriente sono un fatto grave e nessuno intende sottovalutare i rischi e le possibili ripercussioni sui mercati energetici. Ma questo non può e non deve diventare il pretesto per aumenti ingiustificati dei prezzi dei carburanti». A dichiararlo è Paolo Uggè, presidente FAI-Conftrasporto.

«Fin da ieri si è iniziato a parlare di carenze già in atto e, in alcuni casi, si sono subito riversati sui listini rialzi preventivi. Il differenziale di prezzo del petrolio è raddoppiato rispetto a poche settimane fa. Sono meccanismi che possono aprire la strada a dinamiche speculative». Continua Uggè: «La vigilanza sarà massima. Invitiamo le nostre realtà territoriali e le imprese a segnalarci tempestivamente eventuali anomalie. Se fondate e documentate, saranno immediatamente trasmesse alle autorità competenti per le opportune verifiche».

Conclude il presidente FAI-Conftrasporto: «Il libero mercato va rispettato, ma non può essere piegato a pratiche scorrette che danneggiano imprese e cittadini. Le tensioni internazionali non possono trasformarsi in un’occasione per speculare sul sistema produttivo e sui consumatori».