venerdì, 21 Gennaio 2022

Veicoli commerciali, il 2021 chiude con un calo del 2%

La stima, elaborata da UNRAE, si basa su un confronto con lo stesso periodo 2019, ma risulta in crescita rispetto al 2020 penalizzato dal lockdown (+15,3%)

Il mercato dei veicoli commerciali (fino a 3,5 t. di peso totale a terra), secondo le stime del Centro Studi e Statistiche UNRAE chiude l’ultimo mese del 2021 con 17.150 nuove immatricolazioni, ancora in calo sullo stesso mese del 2020 (-5,4%) e su dicembre 2019 (-14,2%). Sulla base di queste cifre, vengono confermate le stime UNRAE, con un consuntivo dell’intero anno 2021 pari a 184.850 unità, in calo del 2% sulle 188.635 immatricolazioni dello stesso periodo 2019, ma in crescita sostenuta sul 2020 di +15,3%.

Per il 2022 UNRAE stima leggero recupero con circa 190 mila immatricolazioni

Le tendenze in atto fanno prevedere per il 2022, secondo le stime UNRAE, un livello di immatricolazioni dei veicoli commerciali vicino alle 190.000 unità, di poco superiore al livello del 2021 (+2,8%). “Ci auguriamo – afferma il Presidente dell’UNRAE Michele Crisciche l’anno in corso risulti alla fine migliore di quanto si possa prevedere oggi, ma per questo è indispensabile accelerare il rinnovo del parco circolante, che presenta un’anzianità media superiore a 12 anni ed è composto ancora per oltre il 44% da veicoli ante Euro 4, ed è necessario sostenere il percorso di transizione energetica del trasporto merci”. “Tutto ciò è possibile – aggiunge Crisci – se si mette in atto una politica di medio periodo, con incentivi triennali e interventi mirati che consentano un accelerato ed efficace rinnovo del parco circolante. Per sostenere la diffusione dei veicoli commerciali elettrici, oggi sotto il 2% del mercato, è necessario anche sviluppare le infrastrutture di ricarica in tutto il territorio nazionale. Un ultimo auspicio per il 2022 – conclude il Presidente dell’UNRAE – riguarda la possibile proroga del credito d’imposta fino al 2024, portando l’aliquota dal 6% al 12%”.

I numeri nel dettaglio

L’analisi della struttura del mercato dei primi 11 mesi dell’anno (confrontata sempre con il 2019 per il poco significativo paragone con il 2020 e con dati ancora suscettibili di leggeri aggiustamenti nei prossimi due mesi, a causa dei ritardi di immatricolazione), indica una sostanziale stabilità per i privati al 21,5% di quota di mercato e per le società (+0,6%) al 43% di share. Le autoimmatricolazioni perdono 1/5 dei volumi e scendono al 5,4% del totale, al 5,2% di quota si posiziona il noleggio a breve termine, con volumi in calo del 17,9%. Tra gli utilizzatori cresce solo il noleggio a lungo termine, che arriva a sfiorare 1/4 delle immatricolazioni totali. Dal lato delle motorizzazioni, il benzina perde il 35% delle immatricolazioni e si ferma al 3,2% di quota, il diesel cede il 6%, con una rappresentatività all’83,8% (-4,8 p.p. sul 2019). In flessione anche il metano, al 2,1% di share, mentre cresce il Gpl, portandosi al 2,7% del totale. In fortissima ascesa i veicoli ibridi, al 6% delle preferenze e gli elettrici all’1,9% di quota. La CO2 media ponderata dei veicoli con ptt fino a 3,5t, calcolata con il nuovo ciclo WLTP, in gennaio-novembre scende a 193,5 g/Km (non determinabile il dato dello stesso periodo 2019).

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