giovedì, 18 Luglio 2024
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Torna il segno positivo nella vendita dei veicoli commerciali

Il 41,4% dei mezzi è ante Euro 4, per rinnovo parco necessari 26 anni. Occorre estendere gli incentivi ai non-elettrici con rottamazione e accelerare la rete infrastrutturale

Dopo 11 mesi di calo costante delle immatricolazioni, il mercato dei veicoli commerciali apre il 2023 con una inversione di tendenza e registra a gennaio – come evidenziano le stime di UNRAE – una crescita del 9,3%, con 13.264 immatricolazioni contro le 12.139 di gennaio 2022.

Veicoli commerciali, gennaio in crescita (+9,3%) dopo 11 mesi in calo

La flessione del mercato durante quasi tutto il 2022 ha fatto avanzare il processo di invecchiamento del nostro parco circolante: a fine 2022, secondo gli ultimi dati, dei 4.227.000 veicoli, il 41,4% era composto da mezzi ante Euro 4, con un’età media del parco totale di 14 anni.

“Con l’attuale trend delle immatricolazioni, per la sostituzione completa del parco circolante sarebbero necessari oltre 26 anni”, commenta il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci.

“Considerato che i veicoli commerciali elettrici puri sono oggi appena il 2,7% del mercato – aggiunge Crisci – per lo sviluppo della mobilità urbana delle merci a zero o bassissime emissioni è necessario puntare sull’estensione degli incentivi anche ad alimentazioni diverse dall’elettrico, compreso il diesel, a fronte di rottamazione, con importi decrescenti in funzione dell’alimentazione e della massa”.

Il Presidente dell’UNRAE ribadisce anche l’urgenza di “accelerare lo sviluppo della rete delle infrastrutture di ricarica, concedendo un credito d’imposta al 50% dal 2023 al 2025 per gli investimenti privati in ricariche fast da oltre 70 kW”.

Considerata l’attesa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti del MASE, l’UNRAE auspica la rapida emanazione delle relative norme attuative per l’installazione delle stazioni di ricarica su strade urbane e superstrade, e allo stesso tempo si augura che, per l’accesso al contributo per le infrastrutture domestiche, venga adottato da parte del MIMIT il decreto attuativo e venga realizzata tempestivamente la relativa piattaforma Invitalia.

La struttura del mercato dell’intero 2022, confrontata con lo stesso periodo 2021, evidenzia un forte calo dei volumi immatricolati dai privati (-22,9%), che si fermano al 18,8% di quota (-2,4 punti), e delle autoimmatricolazioni che scendono al 5,0% di share. Anche le società flettono a doppia cifra, fermandosi al 42,7% di quota (-0,6 punti), il noleggio a breve termine con la perdita di 1/4  dei volumi immatricolati, si ferma al 4,6% di rappresentatività. Il noleggio a lungo termine rimane stabile in volume, con una quota che sale al 28,9% del totale (+3,9 punti).

Dall’analisi delle motorizzazioni, nell’intero 2022 il diesel scende al 76,5% di quota, cedendo 6,6 punti, il benzina continua a crescere, raggiungendo una share del 5,4% (+2,2 p.p.), il Gpl sale al 3% di quota, il metano riduce la rappresentatività all’1,2%. I veicoli ibridi chiudono l’anno in ottima crescita, con il 10,9% di share (+4,2 p.p.), confermando la seconda posizione fra le preferenze, i plug-in rappresentano lo 0,4% del totale e gli elettrici salgono al 2,7% del totale.

La CO2 media ponderata dei veicoli con ptt fino a 3,5 t nei 12 mesi 2022 scende del 5,4% a 181,8 g/Km (rispetto ai 192,2 g/Km dello stesso periodo 2021).

A. Trapani
A. Trapanihttps://www.andreatrapani.com
Redattore e Responsabile Area Web Trasportare Oggi in Europa
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