mercoledì, 29 Giugno 2022
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Porti a rischio paralisi

A sorpresa con un decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 5 novembre e i cui contenuti sono diventati evidenti in queste ore, il ministero degli Interni ha azzerato di fatto tutte le normative e le metodologie di security sulla base delle quali in questi anni i singoli gestori di terminal portuali (anche affrontando consistenti investimenti) avevano ottemperato alle normative internazionali sulla sicurezza e sulla prevenzione in particolare contro il pericolo terrorismo.

Il decreto prevede che la security anche nei terminal portuali debba essere affidata a Guardie Particolari Giurate, esattamente come accade negli aeroporti (che hanno problematiche e dinamiche operative profondamente differenti) e che la definizione delle modalità di espletamento dei controlli di sicurezza sia di competenza del Questore. Il personale di security dovrebbe quindi rispondere gerarchicamente e organizzativamente alla Polizia di Stato.

Con il decreto appena pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale vengono di fatto azzerate le competenze delle Capitanerie di porto e tutto quanto previsto dal Programma nazionale di sicurezza marittima emanato con decreto del 20 giugno 2007 dal ministero dei Trasporti in ottemperanza alle normative internazionali in materia.

Sparirebbe quindi il Port Facility Security Plan e anche il Port Facility security officer, ovvero quegli strumenti operativi pianificati e realizzati per realizzare forme di security efficaci, compatibili con l’attività di un terminal portuale.

Di fatto già oggi i terminal (con un folle aggravio di costi) dovrebbero dotarsi di un mini esercito di guardie giurate e sperare che la Questura ponga in essere metodi organizzativi compatibili con l’operatività del terminal.

Una urgentissima richiesta di spiegazioni è stata presentata separatamente da Confetra, Assoporti, e dalle due associazioni dei terminalisti portuali Assologistica e Assiterminal, che hanno chiesto l’immediata convocazione del Comitato interministeriale di sicurezza marittima

– Il rischio immediato è quello di un blocco totale dei terminal

– Il secondo quello di un devastante conflitto di competenze fra Autorità marittime, Questure e Polizia di Stato

– Il terzo di un brusco e insopportabile aggravio di costi dei terminal costretti a dotarsi di guardie giurate in numero fuori controllo

– Il quarto di un paradossale vuoto giuridico istituzionale fra quanto fissano le convenzioni internazionali, quanto previsto dal decreto del 2007 applicativo di queste convenzioni e il recente decreto del ministero degli Interni.

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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