martedì, 28 Giugno 2022
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L’autotrasporto genovese proclama il fermo

Le Associazioni dell’Autotrasporto Genovese hanno proclamato il fermo dei servizi di Autotrasporto nel Porto di Genova dal 14 al 18 Marzo p.v.
Dopo aver sollecitato, più volte, le istituzioni, la politica e le associazioni dei nostri committenti, e non avendo ricevuto adeguate risposte, l’Autotrasporto ha deciso di attuare la forma di protesta del fermo dei servizi.
Protocolli d’intese e espressioni di buona volontà non hanno trovato corrispondenza pratica, l’autotrasporto continua a pagare il prezzo delle attese nelle operazioni di carico e scarico dei contenitori, delle problematiche documentali, delle inefficienze e dei disservizi nel porto di Genova.
Le richieste per scongiurare il fermo (che verranno presentate nell’Assemblea unitaria dell’Autotrasporto convocata a Genova, Sabato 5 Marzo ore 10.00 – sala Montecucco in via Albertazzi 3):  evidenza documentale e tracciata delle operazioni dei veicoli nel ciclo operativo portuale, così da avere garanzia del pagamento, da parte del committente del trasporto, dei costi minimi della sicurezza, dei tempi di attesa al carico e allo scarico che superino la franchigia; così come il pagamento dei ”cambi terminal” determinati da errori non imputabili all’autotrasportatore e per le attese determinate da errori documentali, problemi operativi dei terminal (fuori e dentro l’area operativa) e qualunque altro disservizio che obblighi ad un fermo macchina.

In attesa del provvedimento che dovrebbe emanare, in materia, il Governo, l’applicazione della regola della remunerazione all’Autotrasporto è un atto dovuto poiché tali imprese non possono continuare a regalare al sistema portuale ore di lavoro.

Le Associazioni chiedono quindi risposte in tempi brevissimi, in mancanza delle quali il Porto rimarrà fermo per cinque giorni.
Le Associazioni esprimono apprezzamento per la tempestività con la quale la Prefettura (incontro svoltosi nella serata di Giovedì 24 Febbraio alla presenza del Prefetto) si è interessata alle ragioni della protesta.

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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