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Logistica, il Report 2026 Freight Insights evidenzia infrastrutture al limite

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Il Report 2026 dell’Osservatorio Freight Insights fotografa lo stato della logistica italiana. Ssettore da 94,3 miliardi di euro, costi energetici in aumento, congestione infrastrutturale e nuove sfide per intermodalità e porti

Tra le leve individuate per rafforzare la competitività del sistema emerge il ruolo della digitalizzazione, che potrebbe generare risparmi fino a 18 miliardi di euro lungo l’intera catena logistica.

Una filiera sempre più centrale per l’economia nazionale, ma chiamata a confrontarsi con nuove e complesse criticità. È il quadro che emerge dal secondo Report 2026 dell’Osservatorio Freight Insights, costituito dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST) insieme alla Fondazione CSELI, formata da Aiscat, Confcommercio, Conftrasporto e Ferrovie dello Stato.

Presentato alla Camera dei Deputati, il rapporto analizza l’evoluzione del sistema logistico italiano, evidenziando come l’aumento dei costi energetici, la congestione delle infrastrutture e l’instabilità delle rotte internazionali stiano ridefinendo gli equilibri del trasporto merci.

Secondo il report, il valore complessivo della logistica italiana raggiunge oggi 94,3 miliardi di euro, con una crescita del +1,9% rispetto al 2024. Tuttavia, l’incremento dei costi continua a superare quello dei volumi movimentati, comprimendo i margini operativi e aumentando l’incertezza per le imprese.

Tra i principali fattori di pressione figura il costo dell’energia, infatti il diesel per autotrazione infatti un incremento vicino al 30% rispetto al 2019, mentre il costo dell’elettricità è cresciuto di oltre un quarto nello stesso periodo. A questi si aggiunge il generale aumento dei costi operativi del trasporto rilevato anche a livello europeo.

Il quadro a livello nazionale e globale

Il rapporto evidenzia come la rete infrastrutturale nazionale, in particolare quella autostradale, stia raggiungendo livelli crescenti di saturazione. Una condizione che genera congestione lungo i principali corridoi logistici e incide direttamente sulla competitività delle imprese.

Permangono inoltre le difficoltà del trasporto ferroviario merci. Nel 2025 i treni-km registrano una riduzione di circa il 4%, confermando le criticità dell’intermodalità e la necessità di politiche più incisive per favorire il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia.

Sul piano internazionale, il sistema logistico continua a fare i conti con le conseguenze delle tensioni geopolitiche. Tra il 2024 e il 2025 una parte significativa del traffico marittimo attraverso il Canale di Suez si è spostata lungo la rotta del Capo di Buona Speranza, determinando un allungamento ormai strutturale di circa due settimane nei collegamenti tra il Far East e i porti del Mediterraneo. L’Italia mantiene comunque una posizione strategica nella portualità europea, confermandosi terzo Paese per traffici complessivi e movimentando quasi il 15% delle tonnellate trasportate via mare nel continente.

Anche il settore portuale, tuttavia, presenta segnali di rallentamento. Nel 2025 si registra una contrazione dei volumi del traffico Ro/Ro rispetto all’anno precedente, mentre l’inizio del 2026 evidenzia una sostanziale stagnazione e una diminuzione del traffico container nel primo trimestre, con diversi scali che si avvicinano a condizioni di saturazione.

Tra le principali indicazioni del report emerge il ruolo della digitalizzazione come fattore chiave per aumentare l’efficienza dell’intera filiera logistica. Secondo l’analisi presentata dal professor Marzano, l’adozione diffusa di strumenti digitali potrebbe generare risparmi fino a 18 miliardi di euro, riducendo tempi operativi, inefficienze e costi lungo tutta la catena del valore.

Le dichiarazioni

Per il presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, Pasquale Russo,il Rapporto presentato evidenzia come il nostro Paese si trovi in una fase di stallo. È necessario intervenire per rivedere il sistema ETS che sta danneggiando il trasporto marittimo, così come avviare un immediato sostegno per lo sviluppo dell’intermodalità strada-ferro. C’è il rischio che senza adeguati investimenti su tutta la rete sarà già tanto se si riusciranno a mantenere i volumi passati, con il trasporto stradale compresso tra aumento dei costi e inefficienze infrastrutturali”.

“Il Report 2026 evidenzia chiaramente che, sebbene il settore logistico stia crescendo, le sue fragilità richiedono un’attenzione immediata. È essenziale adottare misure concrete per migliorare l’efficienza e la sostenibilità della rete logistica. Solo attraverso un’azione coordinata e investimenti mirati possiamo affrontare le sfide attuali e garantire un futuro stabile e competitivo per il nostro Paese”, ha commentato il direttore del MOST, Gianmarco Montanari.

“L’iniziativa che con il collega Deidda abbiamo organizzato ha messo in evidenza la strategicità che trasporti e logistica rivestono per il Paese, e il rapporto di oggi è un valore aggiunto per il dibattito politico. Come forza di governo stiamo lavorando in Italia e in Europa per superare molte delle criticità i cui effetti si vedono nell’analisi, e sicuramente, anche con il supporto scientifico di oggi, ci sarà modo per dare maggiore credibilità all’interlocuzione istituzionale. Trasporti e infrastrutture sono un asset di competitività non solo per il settore, ma nell’interesse del Paese, delle imprese e dei cittadini”, ha commentato l’Onorevole Vincenzo Amich.