lunedì, 5 Dicembre 2022
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Grandi risparmi con i pneumatici ricostruiti

Un ulteriore risparmio di 155 milioni di euro all’anno, ma anche altre 25.713 tonnellate di materie prime e 87 milioni di litri di petrolio in meno per la bolletta energetica nazionale, nonché 24.873 tonnellate aggiuntive di pneumatici usati non immessi nell’ambiente. È quanto si potrebbe ulteriormente risparmiare in Italia rispetto a quanto già si risparmia con i pneumatici ricostruiti se l’utilizzo di questi prodotti sugli autocarri fosse ad un livello analogo a quello degli Stati Uniti. Secondo le stime di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) in Italia la quota dei ricostruiti sugli acquisti di pneumatici di ricambio è pari infatti al 32% mentre negli Stati Uniti la quota corrispondente è di circa il 50%.

Il bilancio ecologico ed economico della ricostruzione di pneumatici del nostro Paese offre attualmente risultati lusinghieri, però non completamente soddisfacenti. Nel 2008 in Italia ammonta a 276 milioni di euro il risparmio sulla spesa per i pneumatici che è stato possibile ottenere grazie all’uso dei ricostruiti. E sempre grazie a questi prodotti nel 2008 sono state consumate 45.712 tonnellate di materie prime in meno e si è evitato di immettere nell’ambiente 44.218 tonnellate di pneumatici usati, mentre il risparmio di materie prime in termini energetici equivale a 155 milioni di litri di petrolio. Ciò nonostante, come si è detto, il divario tra l’Italia e le esperienze a livello internazionale resta ancora rilevante. E se anche nel nostro Paese, come avviene appunto negli Stati Uniti, gran parte degli autoveicoli montassero pneumatici ricostruiti i benefici sarebbero davvero notevoli sia per l’ambiente che per l’economia dell’autotrasporto che per l’economia in generale.

Da AIRP

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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