Occhi puntati sull’autotrasporto. Il presidente della FAI contesta la proposta di un credito d’imposta alla committenza e richiama il rispetto delle regole sulla sicurezza
«Le imprese non hanno ricevuto risorse pubbliche aggiuntive per compensare i rincari del gasolio». È la posizione di Paolo Uggè, presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani che interviene nel dibattito aperto dalle dichiarazioni di Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del turismo, pubblicate sul Sole 24 Ore.
Occhi puntati sull’autotrasporto
Al centro della replica, la proposta di un credito d’imposta alla committenza e il tema del riconoscimento degli aumenti dei costi di trasporto. Uggè richiama inoltre il rispetto delle norme sulla sicurezza e sostiene che le imprese di autotrasporto abbiano già sostenuto il peso dei rincari del gasolio.
«Credito d’imposta alla committenza? Perché no!», afferma Uggè, che tuttavia mette in guardia dal rischio di un ulteriore intervento a carico dei conti pubblici. Secondo il presidente della FAI, alcuni committenti chiedono già ai vettori riduzioni dei prezzi di trasporto, anche sulla base di sgravi esistenti.
Uggè solleva inoltre una questione relativa agli aiuti di Stato europei. Secondo la sua interpretazione, questi riguardano il trasporto professionale delle merci su strada e non il trasporto in conto proprio. Estenderli alla committenza, sostiene, potrebbe esporre l’Italia al rischio di una procedura d’infrazione.
Il presidente della FAI richiama le norme sui costi minimi per la sicurezza sociale e della circolazione, previste dalla legge delega n. 32/2005 e dai successivi decreti attuativi. Le disposizioni, ricorda, furono definite tra il 2006 e il 2008 nell’ambito della Consulta del trasporto e della logistica, con la partecipazione anche delle rappresentanze della committenza.
«Le regole sulla sicurezza non si discutono: vanno rispettate e, semmai, rafforzate», sottolinea Uggè, secondo cui il mancato rispetto delle disposizioni contrasta con il principio di responsabilità condivisa e mette a rischio la sicurezza.
Rincari del gasolio e aumenti da recuperare
Uggè contesta anche l’efficacia delle misure adottate per fronteggiare il caro carburanti. Secondo il presidente della FAI, gli interventi non avrebbero compensato realmente gli aumenti del gasolio per le imprese di autotrasporto, ma avrebbero soltanto riportato le condizioni a quelle precedenti agli interventi erga omnes sul prezzo alla pompa.
«Le imprese non hanno beneficiato di risorse pubbliche aggiuntive, se non in misura minima», afferma. Uggè aggiunge che, in alcuni casi, dopo aver riconosciuto gli aumenti dei costi di trasporto, i committenti avrebbero chiesto ai vettori di recuperarli successivamente.
La conclusione della FAI è un appello al rispetto delle regole lungo tutta la filiera: «Se il sistema produttivo e l’autotrasporto sono parte della stessa filiera, anche Confindustria deve sostenere ciò che le federazioni dell’autotrasporto chiedono da tempo: il rispetto delle regole».



