venerdì, 19 Agosto 2022
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ANITA chiede al governo riduzione tempi rimborso

Le imprese di autotrasporto italiane non possono sostenere gli oneri finanziari previsti dalle nuove norme sulla territorialità dell’Iva ed essere penalizzate rispetto alle imprese comunitarie. E’ il grido d’allarme lanciato da ANITA in vista dell’emanazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria…

Infatti, secondo lo schema di decreto legislativo, dal 1° gennaio 2010 le operazioni di trasporto svolte per conto di committenti UE ed extra UE, non saranno più soggette ad IVA nel nostro Paese e non possono essere conteggiate ai fini del plafond degli esportatori abituali. Di conseguenza le imprese matureranno ingenti crediti e dovranno attendere il rimborso da parte dello Stato. Pertanto ANITA – in una nota inviata ai ministri Tremonti e Matteoli – chiede di ridurre i tempi di rimborso, includendo tra gli operatori ammessi alla richiesta di rimborso trimestrale anche le imprese che effettuano servizi di trasporto ed operazioni accessorie, come avviene negli altri Stati membri.
Secondo l’Associazione, inoltre, va consentito, la possibilità di effettuare acquisti in sospensione d’imposta, tramite l’utilizzo del plafond.

Considerando che non sono ancora disponibili istruzioni per il nuovo adempimento comunitario relativo alla presentazione degli elenchi INTRASTAT, una proposta potrebbe essere quella di fissare ad aprile la prima scadenza per l’invio dei modelli relativi al primo trimestre del corrente anno.

Da ANITA

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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