martedì, 7 Febbraio 2023
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Anche CNA FITA contesta i nuovi divieti

In un paese come l'Italia dove il costo del carburante é tra i più cari d'Europa e dove la velocità commerciale delle merci è la più bassa, a ridosso di una delle manovre più penalizzanti per il mondo dei trasporti come risposta si continua ad aumentare il prelievo fiscale sul carburante e ad aggiungere nuovi giorni di divieto alla circolazione dei mezzi pesanti.
Di questo passo la produttività delle nostre imprese di trasporto che garantiscono la distribuzione di oltre l'80% delle merci italiane è seriamente compromesso. Non è aumentando i costi e i divieti che si garantirà sviluppo e sicurezza.
La CNA-Fita contesta duramente il provvedimento con cui il Ministero dei Trasporti, in ottemperanza ad una sentenza del TAR del Lazio, ha aumentato a 5 i giorni in cui i mezzi pesanti non potranno circolare sulle strade e sulle autostrade. “Un provvedimento assurdo – ha commentato la Presidente Nazionale Cinzia Franchini – che per giunta non risolverà i problemi di congestione della rete viaria. Se si vuole risolvere il problema del traffico si completino le infrastrutture”. Il trasporto su gomma è già limitato dalla regolamentazione sui tempi di guida, in questo modo non si fa che penalizzare la cinghia di distribuzione del nostro sistema produttivo. “Se si vuole realmente incidere sul congestionamento stradale si torni a parlare di dimezzamento dei pedaggi autostradali nelle ore notturne per 365 giorni l'anno permettendo di recuperare efficienza e competitività”. La Presidente della CNA-Fita non ha dubbi “Il tempo è denaro, se si decide di limitare la circolazione dell'autotrasporto non gli si può chiedere anche di pagare il conto aumentandogli i costi. Come se non bastasse un motivo in più per manifestare il nostro dissenso il 25 luglio. Ma poi siamo proprio certi che ai consumatori del Codacons, alla fine, qualcuno presenti il conto anche a loro?”.

Da CNA FITA

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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