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UNRAE, rimorchi e semirimorchi: mercato stabile nei primi 8 mesi del 2026

I dati di UNRAE. Il mercato italiano dei rimorchi e semirimorchi chiude il bimestre estivo con una flessione del 2,4%, ma nei primi otto mesi del 2026 registra una crescita dello 0,5%

L’associazione di categoria chiede certezze sugli incentivi e una revisione delle regole europee sulla CO₂.

I dati di UNRAE

Il mercato italiano di rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore alle 3,5 tonnellate attraversa i mesi estivi senza consolidare la ripresa. Secondo la stima del Centro Studi e Statistiche UNRAE, elaborata sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), a luglio 2026 sono state immatricolate 1.533 unità, contro le 1.641 dello stesso mese del 2025, con una flessione del 6,6%.

Ad agosto il mercato ha invece registrato un recupero del 5,8%, con 900 immatricolazioni rispetto alle 851 di agosto 2025. Il risultato positivo non è però sufficiente a compensare la flessione di luglio: il bimestre luglio-agosto si chiude con 2.433 immatricolazioni, il 2,4% in meno rispetto alle 2.492 dell’estate 2025.

Da gennaio ad agosto 2026 il mercato raggiunge complessivamente 10.350 immatricolazioni, rispetto alle 10.300 dello stesso periodo del 2025. L’incremento è quindi dello 0,5%, un dato che conferma un quadro di sostanziale stabilità, ancora caratterizzato da un andamento discontinuo della domanda.

“Il recupero di agosto non basta a dare slancio al mercato. Per le imprese è essenziale sapere su quale sostegno potranno contare prima di impegnarsi nell’acquisto di nuovi mezzi”, dichiara Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE.

Ha poi aggiunto: “Chiediamo di completare senza ulteriori rinvii l’attuazione del Fondo pluriennale per il rinnovo del parco dell’autotrasporto, definendo fin da ora condizioni di accesso e calendario delle agevolazioni previste dal 2027. Le risorse destinate ai trainati devono consentire una programmazione stabile, con procedure semplici e tempi di erogazione certi, così che gli operatori possano programmare la sostituzione delle proprie flotte”.

Il nodo delle regole europee

UNRAE richiama anche il tema delle norme europee legate alla riduzione delle emissioni. “Sul fronte europeo, occorre intervenire ora sulle regole che accompagneranno i trainati verso gli obiettivi di riduzione della CO₂ fissati per il 2030. Il metodo di valutazione VECTO deve misurare il contributo di rimorchi e semirimorchi all’efficienza del trasporto tenendo conto delle diverse condizioni di impiego e della capacità di carico effettiva. Sollecitiamo una revisione che premi il risparmio energetico ottenibile nell’impiego quotidiano e riconosca le innovazioni disponibili, evitando criteri che penalizzino soluzioni utili alle imprese”, ha aggiunto Mastagni.

La richiesta dell’associazione riguarda anche la sostenibilità economica del processo di decarbonizzazione. Mastagni ha poi concuso sostenendo che “la decarbonizzazione del trasporto richiede investimenti economicamente sostenibili per chi produce e per chi utilizza i veicoli”. Per questo UNRAE chiede “obiettivi tecnici raggiungibili, un sistema sanzionatorio proporzionato e incentivi che sostengano l’adeguamento delle flotte”.

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