martedì, 28 Giugno 2022
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Trieste: “UE dia direttive di sicurezza”

«In Europa i porti si fanno concorrenza e molte volte si viene a sapere che risultano vincenti i porti che esercitano meno controlli, perché così si spende di meno, proprio perché i controlli costano. E allora noi con concorrenti e partners – e mi riferisco a Slovenia, Croazia, i porti dell’Adriatico – chiediamo direttive europee, cioè che le regole nel settore della sicurezza siano per tutti uguali dall’accettazione di merci pericolose e dannose all’organizzazione del lavoro incluso l’aspetto della sicurezza». Lo ha detto il presidente dell’Autorità portuale di Trieste Claudio Boniciolli nel corso della presentazione del nuovo presidio dell’azienda sanitaria locale in materia di sicurezza nell’ambito dello scalo giuliano.

«Non si pretende che queste cose siano fatte da un giorno all’altro – aggiunge Boniciolli – ma che sia impostata una direttrice tale da garantire nei porti gli stessi presidi, gli stessi controlli per tutti. In questo modo si darebbe all’Europa una organicità che la porterebbe all’avanguardia rispetto a altri continentì. «Lo Stato italiano però – spiega Boniciolli – deve sostenere la sicurezza nei porti con adeguate risorse umane e finanziarie anche alla luce dei troppi incidenti che si verificano in Italia. Ed è importante che la sicurezza sia costantemente aggiornata anche in base ai processi produttivi e all’evoluzione di un porto». «Noi chiediamo al lavoratore esperienza e continuità, ma gli dobbiamo chiedere anche la necessità di rispettare pedissequamente tutte le norme della sicurezza anche se ciò risulta oggettivamente difficile». Boniciolli ha quindi ricordato che «il rischio zero non fa parte dell’essere umano. Il porto è la somma di tutti i rischi esistenti».

Da Shippingonline

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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