martedì, 25 Gennaio 2022

Svizzera: trasporto fluviale merci può crescere

Uno studio commissionato dall'Ufficio federale elvetico dei Trasporti e dalla Schweizerische Rheinhäfen, l'associazione dei porti renani svizzeri, evidenzia come la navigazione elvetica sul fiume Reno presenti ancora margini di crescita sia per ciò che riguarda il traffico d'importazione che quello d'esportazione.

La navigazione sul Reno riveste un ruolo importante per l'import-export elvetico: il 14% dei beni importati dalla Svizzera e il 5% di quelli esportati vengono trasportati sul fiume e negli scambi con le altre nazioni del bacino del Reno, ossia le regioni situate a nord di Basilea lungo il corridoio renano, la quota raggiunge il 42%.

Anche se negli ultimi anni la navigazione sul Reno ha perso terreno nei confronti del trasporto via strada e ferrovia – spiega lo studio – tuttavia il trasporto fluviale, nei settori dove può far valere i suoi punti di forza, continua a registrare ottimi risultati tanto che nel suo segmento di mercato principale, che è il trasporto di merci alla rinfusa sulle lunghe distanze, raggiunge quote molto elevate e difficilmente incrementabili. Per la navigazione sul Reno lo studio rileva margini di crescita principalmente nel segmento del traffico containerizzato tra la Svizzera e i porti del Mare del Nord e in quello del traffico d'importazione e d'esportazione tra la Svizzera e le aree industriali lungo il Reno. Il potenziale è valutato a 1,5 milioni di tonnellate l'anno, pari al 20% dell'attuale volume dei trasporti esclusivamente fluviali da e per Basilea. Nel 2008, cioè prima della crisi economica evidenziatasi appieno nel 2009, il trasporto fluviale delle merci sul Reno da e per la Svizzera è ammontato a 7,21 milioni di tonnellate, di cui 6,07 milioni di tonnellate in direzione nord-sud e 1,14 milioni di tonnellate in direzione sud-nord.

Secondo lo studio, la navigazione sul Reno può trarre profitto in particolare dagli sforzi compiuti dai porti di Anversa e Rotterdam per aumentare il volume dei trasporti fluviali e ferroviari. Viceversa l'analisi sottolinea come la navigazione sul Reno non sia in grado di fornire un contributo significativo al trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia quale anello della catena dei trasporti combinati transalpini diretti in Italia. Nel traffico di transito, infatti, la navigazione utilizza già al meglio le proprie possibilità e non sono prevedibili margini di miglioramento.

Dallo studio risulta inoltre che le sovvenzioni concesse ai trasporti d'importazione e d'esportazione in virtù della legge elvetica sul trasferimento del traffico sono poco noti tra gli operatori del settore della navigazione, che di conseguenza non vi fanno ricorso. Tale circostanza viene considerata una penalizzazione per la navigazione sul Reno, perché secondo la prassi vigente anche agli operatori del trasporto per vie navigabili può essere riconosciuto il diritto alle indennità destinate al trasporto combinato. L'Ufficio federale elvetico dei Trasporti ha ricordato che, come già avvenuto in passato, l'anno prossimo ridurrà ulteriormente le sovvenzioni per il trasporto transalpino combinato su strada e rotaia nel traffico d'importazione e d'esportazione ed inoltre effettuerà ulteriori accertamenti per verificare la possibilità di rinunciare del tutto all'indennizzo del trasporto combinato non accompagnato (TCNA) nel traffico d'importazione e d'esportazione marittimo.

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