sabato, 29 Gennaio 2022

Progetti sardi di elettrificazione banchine

Il prossimo 20 settembre l'Autorità Portuale del Nord Sardegna attiverà un tavolo tecnico con l'intento di valutare la situazione ambientale nei porti di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres e di monitorare le emissioni delle navi. Alla prima riunione parteciperanno Arpas, assessorato regionale all'Ambiente, i presidenti delle due Province di Sassari e Olbia – Tempio, i sindaci dei tre Comuni di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres e le tre Capitanerie di Porto. L'obiettivo è di sottoporre all'approvazione del Comitato Portuale un documento di programmazione di interventi ambientali e strategici.

Uno dei primi interventi previsti sarà il posizionamento di centraline fisse di rilevamento delle emissioni nei tre porti. Nei tre scali della Sardegna settentrionale – ha spiegato l'Autorità Portuale – arrivano e ripartono oltre 11.300 navi all'anno, unità che, durante la sosta in banchina, utilizzano fino a 16 mega watt di corrente ciascuna, indispensabile per alimentare, attraverso appositi generatori, il traghetto e le attività di bordo. Attualmente tale energia viene prodotta dalle navi con la combustione di carburanti fossili, con conseguente emissione di sostanze inquinanti nell'aria delle città portuali. Una soluzione, che – ha ricordato l'ente portuale – è già stata sperimentata nel porto di Civitavecchia ed è utilizzata in alcuni porti italiani, è quella dell'elettrificazione delle banchine: le navi in sosta in porto si connettono a delle vere e proprie prese di corrente situate sulla banchina e alimentate da una centrale elettrica posta nei pressi del porto e quindi possono spegnere i motori di bordo, consentendo una rilevante riduzione delle emissioni inquinanti nell'aria.

L'Autorità Portuale del Nord Sardegna prevede che il sistema di cold-ironing, cioè di elettrificazione delle banchine, risulterà applicabile con una certa facilità allo scalo di Porto Torres per la vicinanza della centrale elettrica all'area portuale, mentre sarà invece da valutare, attraverso una serie di tavoli tecnici e conferenze di servizi, il caso dei porti di Olbia e Golfo Aranci.

«La nostra – ha osservato il presidente dell'Autorità Portuale, Paolo Piro – è una proposta in linea con le tendenze dei porti europei. Con l'incremento di traffico commerciale e crocieristico nelle nostre tre portualità, ritengo sia arrivato il momento di intervenire per studiare nuovi interventi volti alla salvaguardia dell'ambiente e della salute di operatori portuali e cittadini. Nei nostri porti, specialmente nei periodi invernali, le navi sostano per più di dodici ore in banchina con i generatori in funzione. È chiaro che si registrino emissioni costanti di fumi e rumori, che certo non giovano alla salute di chi tutto il giorno opera negli scali. Prima di tutto è necessario avviare un tavolo di confronto con gli enti preposti e procedere, successivamente, ad uno studio dello stato attuale, che parta dall'analisi dei dati certi che otterremo dalle rilevazioni di apposite centraline».

L'ente portuale ha ricordato che a tali problematiche si aggiunge quella non facile dello scalo industriale di Porto Torres, attualmente all'interno di un sito di bonifica di interesse nazionale, che necessita di un piano di controllo ambientale costante.

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