mercoledì, 1 Dicembre 2021
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LOGISTICA SOTTO STRESS PER L’ARRIVO DEL NATALE

Il Black Friday (26 novembre) e il successivo Cyber Monday (29 novembre), in preparazione del Natale, sono sempre stati molto apprezzati da consumatori e produttori, perché sono occasioni uniche per fare affari e, contestualmente, svuotare i magazzini dalle scorte invendute. Quest’anno, però, la situazione è molto differente. Nel 2021, tra i meccanismi meno visibili al consumatore finale, i processi logistici avranno un peso rilevante nella determinazione dei prezzi e degli sconti, nei tempi di consegna e nell’impatto sull’ambiente. Nei prossimi giorni milioni di pacchi dovranno raggiungere altrettanti angoli delle nostre città. A quale prezzo? Arriveranno in tempo?

PREZZI E TEMPI DI CONSEGNA A RISCHIO

Di fatto stiamo producendo meno di quello che consumiamo e i costi di trasporto continuano ad aumentare: una condizione che potrebbe frenare i venditori dalla tentazione di tagliare troppo i prezzi dei prodotti o causare forti ritardi nelle consegne, in attesa che le merci raggiungano i magazzini. Due anni di pandemia, la mancanza di materie prime che ha rallentato la produzione e la crisi dello shipping globale hanno avuto e hanno ancora pesanti ripercussioni sul settore della logistica. Il massiccio sbilanciamento dei flussi container, soprattutto quelli via mare da e per l’Asia, ha causato in tutto il mondo una diminuzione nelle scorte del 10-15%.
Nei paesi del G20 l’evoluzione dei costi delle materie prime e dei trasporti avrà un peso sulla crescita dell’inflazione dei prezzi al consumo, che secondo le stime Ocse raggiungerà il 4,5% alla fine del 2021 e il 3,5% alla fine del 2022. Il fenomeno della crisi delle supply chain e i problemi specifici del trasporto via mare dureranno “probabilmente fino all’ingresso di nuova capacità nel 2023”.

Dall’altra parte, con la fine del lockdown il boom dell’e-commerce non ha rallentato. I consumatori “online” sono 28,5 milioni. Con Black Friday, Cyber Monday e Natale ci sarà un’ulteriore impennata. Secondo i dati dell’Osservatorio e-commerce B2c Netcomm–Politecnico di Milano, tra il Black Friday e il Cyber Monday, nel 2021 gli italiani spenderanno circa 1,8 miliardi di euro, il 21% in più rispetto al 2020. Chi deciderà di mettere in campo promozioni particolarmente “aggressive” potrebbe riuscire in questo periodo a moltiplicare per 6/8 volte il fatturato di un giorno medio. Tra i settori più richiesti: abbigliamento, informatica ed elettronica, gioielli, profumi, prodotti per la cura del corpo, oggetti di arredamento e giocattoli, ma anche alimentari e vino. I siti online realizzeranno il 25% circa della spesa online di tutto il 2021.

Eventi promozionali come il Black Friday innescano un picco enorme della domanda, a cui si aggiunge il flusso dei resi, ma solo per un periodo ristretto, mentre l’effetto di questa attività sulle operazioni logistiche è enorme” dichiara Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council.Nei paesi anglosassoni, ad esempio, molte aziende hanno deciso di non aderire alla frenesia promozionale a causa della massiccia inefficienza che questo evento spot provoca alla gestione ordinaria del proprio business, così come all’aumento dei costi per l’assunzione di lavoratori e per l’affitto di attrezzature di magazzino aggiuntive”.

LA CONSEGNA NON È MAI GRATIS

A caratterizzare i giorni dello shopping del 2021, tra i consumatori sta emergendo anche una marcata tendenza nelle scelte d’acquisto “green”, verso prodotti più sostenibili, valorizzazione del second hand e iniziative di social responsibility ideate per scoraggiare il consumismo estremo e dannoso per l’ambiente. “La corsa allo shopping online alimenta la logistica del capriccio, mettendo sotto stress l’intero sistema distributivo, costretto a rispondere a tempi di consegna ridotti, spesso non necessari, che generano un aumento dei livelli di inquinamento, del consumo di imballaggi, di congestione e di incidentalità urbane – sottolinea il presidente del Freight Leaders Council – I consumatori dovrebbero conoscere anche le conseguenze del richiedere ritmi veloci, sarebbe opportuno considerare modelli di consegne più sostenibili per il sistema economico e per l’ambiente.” I consumatori ordinano spesso piccole quantità di merce, che richiedono comunque un viaggio e una consegna ad hoc. Il costo ambientale della singola consegna è più alto, a causa degli imballaggi aggiuntivi e della movimentazione dei furgoni nei centri urbani, costretti a fare molte più soste. Nei periodi di picco, un corriere, in un turno, può arrivare anche a 190 fermate contro le 90-100 dei periodi standard. Secondo vari studi americani, nelle zone dove l’online raggiunge il 50% delle vendite complessive, la congestione urbana aumenta del 34%. L’impronta ambientale dell’acquisto online è doppia rispetto al canale tradizionale; se si chiede la consegna rapida, diventa addirittura tripla.

 

Massimo Marciani ne parla anche su TRASPORTARE OGGI ON AIR. Senti qui la trasmissione radiofonica:

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.spreaker.com/episode/47537481

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