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È online la classifica della rete “Lead the Charge”

Ford, Mercedes, Tesla, Volvo Cars e Volkswagen sono i carmaker con la supply chain più sostenibile per i veicoli elettrici

L’appello all’Ue: “La regolamentazione produce risultati, non arretrare su batterie e riduzione CO2 auto”. Ford, Mercedes, Tesla, Volvo Cars e Volkswagen sono le case automobilistiche con la supply chain più sostenibile e responsabile per i veicoli elettrici, ma le norme Ue che sin qui hanno sostenuto i progressi della filiera sono a rischio. È online la quarta edizione della “Lead the Charge Auto Supply Chain Leaderboard”, la classifica che misura gli sforzi delle case automobilistiche per creare catene di approvvigionamento eque, sostenibili e senza combustibili fossili per le auto elettriche (EV).

Lead the Charge è una rete di gruppi per il clima, per i diritti umani e investitori che include il Sunrise Project, Rainforest Foundation Norway, Human Rights Watch, Public Citizen e T&E.

Risultati principali

– Decarbonizzazione dei materiali grazie alle posizioni di leadership nel mercato: i principali costruttori stanno sfruttando la loro posizione di mercato per decarbonizzare materiali chiave: Volvo e Mercedes hanno investito significativamente nella decarbonizzazione di acciaio e alluminio e stanno già vendendo nuovi modelli EV, come la Mercedes’ CLA e la Volvo’s ES90, che integrano materiali low-carbon.

– Maggiore trasparenza: le case auto iniziano a rendere disponibili dati dettagliati e disaggregati, permettendo agli stakeholder di valutare i progressi reali. Ad esempio, Geely comunica la percentuale di acciaio e alluminio a basse emissioni di quattro modelli.

– Maggiore coinvolgimento dei fornitori: i costruttori automobilistici stanno iniziando a fornire esempi concreti di coinvolgimento diretto dei fornitori e di interventi sul campo. Mercedes, Volkswagen e Tesla pubblicano rapporti dettagliati sulle materie prime, mostrando progressi nel prevenire, mitigare e risolvere danni specifici legati a litio, cobalto e nichel. Ciò include misure concrete su uso dell’acqua, gestione dei rifiuti e impatti ambientali.

– Leader e ritardatari: Tesla si posiziona al primo posto nella classifica generale, Volvo guida nella decarbonizzazione della supply chain e Ford primeggia nell’approvvigionamento responsabile. Tutti i produttori europei, eccetto Stellantis, si posizionano tra i primi sette. Toyota, insieme alle case automobilistiche statali cinesi GAC e SAIC, rimane in fondo alla classifica, dimostrando che la dimensione industriale, da sola, non è sinonimo di progresso.

– Possibilità di rapido miglioramento: le aziende cinesi hanno registrato i progressi maggiori, quest’anno. Geely, al momento  il costruttore asiatico meglio posizionato, ha implementato alcune delle best practice del settore su decarbonizzazione e riciclo delle batterie e ha compiuto progressi significativi nella tutela dei diritti umani nella sua supply chain. BYD, il più grande produttore mondiale di EV, ha fatto passi importanti, come l’introduzione di un nuovo codice di condotta per i fornitori e un meccanismo di reclamo per la catena di approvvigionamento.

– Crescente riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni: 12 dei 18 produttori di auto censiti nell’analisi hanno avviato iniziative per la tutela dei popoli indigeni, in crescita rispetto ai sei del 2023.

“La Leaderboard di quest’anno mostra che supply chain più pulite e responsabili stanno diventando la norma per l’industria dell’elettrico, ma il cambiamento non è automatico: le regole green dell’UE hanno reso la sostenibilità un requisito fondamentale e il Regolamento sulle batterie rappresenta un’opportunità globale per progredire su questa strada” ha dichiarato Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia “Spicca l’arretramento in classifica di Stellantis, passata dal 9° al 12° posto, la peggiore performance tra le case auto europee e statunitensi. I peggioramenti riguardano ambiti in cui prima era leader, ad esempio la trasparenza sul trattamento delle batterie EV a fine vita, e potrebbero essere letti come un sintomo del disimpegno dell’azienda in materia di mobilità elettrica”.

Elettrico come volano di supply chain più sostenibili

I progressi rilevati dalla Leaderboard riguardano le supply chain delle auto elettriche, dimostrando come l’elettrificazione stia catalizzando miglioramenti più ampi. Le normative UE sugli EV, in particolare il Regolamento UE sulle batterie, obbligano i costruttori a mappare la supply chain, svolgere due diligence, riciclare batterie e minerali critici – obblighi che per le auto a combustione interna non sono richiesti ai carmaker.

Contemporaneamente, cresce l’uso di acciaio e alluminio a basse emissioni nei veicoli elettrici, mostrando che l’elettrificazione crea opportunità per l’adozione di materiali più puliti. I consumatori di EV apprezzano la sostenibilità, conferendo un vantaggio competitivo ai veicoli prodotti con materiali decarbonizzati.

Paradossalmente, però, le stesse norme che guidano questa trasformazione sono ora a rischio. Le disposizioni chiave sulla due diligence del Regolamento UE sulle batterie non sono ancora pienamente operative: sono state già ritardate di due anni e sono tuttora in corso di revisione. Inoltre, i costruttori europei continuano a contrastare politiche climatiche fondamentali, tra cui gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e furgoni nuovi e il phase-out dei motori a combustione entro il 2035. Nonostante i progressi compiuti da alcuni carmaker dell’UE nella decarbonizzazione della catena di approvvigionamento, le loro pressioni politiche in materia di clima stanno minacciando i progressi sulle emissioni allo scarico. L’unica casa automobilistica europea a ottenere una valutazione positiva in questo ambito è Volvo, che è anche l’unica che non fa parte dell’Associazione dei costruttori automobilistici europei (ACEA), grazie al suo impegno a favore delle politiche climatiche UE.

Esther Marchetti: “Le leggi che dovrebbero guidare il miglioramento dell’industria dell’auto sono oggi a rischio. L’UE ha rinviato l’entrata in vigore delle regole sulla due diligence nel Regolamento sulle batterie, anche quando molti carmaker erano pronti a rispettarle. Nel frattempo, le lobby dell’industria dell’auto cercano di prolungare l’era delle “auto fossili”, che inquinano l’aria dei nostri Paesi, così come gli ecosistemi di quelli da cui importiamo petrolio. I costruttori vogliono essere riconosciuti come sostenibili, ma troppi di loro cercano di indebolire proprio le regole che rendono possibile il progresso”.

La regolamentazione produce risultati, l’appello all’Ue

Con diversi dossier chiave dell’UE sulla sostenibilità ancora in discussione, la Leaderboard lancia un segnale chiaro: la regolamentazione produce risultati. Affinché i progressi continuino, i decisori UE dovrebbero:

– Proteggere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto, per mantenere lo slancio verso l’elettrificazione;

– Difendere le norme sulla due diligence del Regolamento UE sulle batterie e prevenire ulteriori ritardi o indebolimenti;

– Utilizzare il Regolamento sui veicoli fuori uso o il prossimo Atto sull’economia circolare per introdurre obiettivi di contenuto riciclato per l’acciaio e l’alluminio nei veicoli elettrici, trasformando le best practice esistenti in standard di mercato;

– Creare mercati guida per acciaio e alluminio verdi nel settore automobilistico nell’Industrial Accelerator Act (IAA).

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