mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Crash test su un veicolo elettrico Scania: i risultati

Per organizzare qualsiasi tipo di crash test servono mesi di precisa pianificazione e di preparazione per ottenere tutti i riscontri necessari con il livello di dettaglio richiesto. “E poi tutto finisce in meno di un secondo”, afferma il collaudatore Jakob Leygraf di Scania R&D. “Organizzare un crash test è un lavoro imponente poiché creiamo la replica perfetta di uno scenario reale. In questo caso, per realizzare un crash test il più autentico possibile, abbiamo utilizzato una vettura per simulare l’impatto”, afferma Leygraf.
Il vero e proprio test avviene solo dopo che sono state effettuate numerose simulazioni. “L’effettivo crash test serve solo a confermare che i nostri calcoli siano accurati”, afferma Mikael Littmann, Head of Mechanical Testing. “Simuliamo più e più volte, con velocità e angoli differenti. La simulazione è uno strumento potente e veloce. Non solo è coinvolto l’intero veicolo, ma anche i diversi componenti vengono testati separatamente”.

La preparazione e l’allestimento per un crash test di un veicolo elettrico sono differenti rispetto a quelli realizzati per una prova con un mezzo con motore a combustione. L’energia dell’impatto deve essere distribuita e deve diffondersi in tutta la struttura che circonda la batteria.

Le batterie possono essere considerate sicure solo nel momento in cui sono ricoperte da un involucro che assorbe l’energia cinetica causando la deformazione dei componenti meno critici. Di conseguenza le batterie rimangono intatte all’interno di questo involucro. Il test è andato molto bene. Il veicolo si è comportato esattamente come si aspettavano gli ingegneri svedesi, quindi i risultati sono ottimi: il pacco batterie del veicolo Scania, focus del crash test, nonostante l’urto è rimasto praticamente indenne.

Valeria Di Rosa
Valeria Di Rosa
Coordinatrice editoriale di Trasportare Oggi in Europa. [email protected]
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