domenica, 27 Novembre 2022
HomeLeggi e normativeCorridoio Adriatico-Baltico: ipotesi di deviazione

Corridoio Adriatico-Baltico: ipotesi di deviazione

“La Slovenia sta manovrando per deviare il tracciato del Corridoio Adriatico Baltico sul porto di Capodistria: come abbiamo già fatto nel 2009, faremo tutto il possibile per evitare questo ulteriore colpo a Trieste”. Lo afferma l’europarlamentare Debora Serracchiani.
“Alla commissione Trasporti del Parlamento europeo è stato depositato un emendamento che, se accolto, – spiega Serracchiani – introdurrà il collegamento diretto Graz-Maribor-Lubiana-Capodistria, con le evidenti conseguenze sul piano della concorrenza con i porti italiani, primo fra tutti quello di Trieste. L’argomento addotto che Capodistria è uno dei porti dell'Adriatico settentrionale che cooperano nel quadro della North Adriatic Port Association (NAPA) è del tutto pretestuoso, come testimonia l’ostinazione con cui la Slovenia ha sempre rifiutato anche solo discutere sulla decina di chilometri di binari che servono a collegare i porti di Trieste e Capodistria. Chiedere un ramo indipendente del Baltico-Adriatico – sottolinea – non è un modo per fare sinergia, ma esattamente il contrario”.
“E' evidente – conclude Serracchiani – che bisogna lavorare trasversalmente e a tutti i livelli per mantenere il tracciato già identificato dalla Commissione”.

La posizione di Interporto Bologna Spa (membro di UIR – Unione Interporti Riuniti)
E’ un’opzione che intaccherebbe il futuro e il ruolo degli scali italiani su cui il corridoio impatta allo stato attuale e del porto di Trieste in particolare, così a ridosso del porto di Capodistria da cui dista una manciata di chilometri.
 
Ha ragione l'On. Debora Serracchiani  nel ritenere che chiedere un ramo indipendente del Corridoio  non sarebbe un modo di fare sinergia, ma di alimentare insani processi di distorsione competitiva.
 
Nella mia duplice funzione di Presidente dell’Unione Interporti Riuniti e di Presidente di Interporto Bologna SpA, ritengo sia fondamentale impedire questa diramazione e confermare il network prioritario dell’Europa (10 core network corridors) così come è ad oggi, ostacolando qualsiasi tentativo di personalizzazione infrastrutturale per fini non comunitari – spiega Alessandro Ricci.
 
L’invito e l’auspicio è che anche le forze politiche italiane competenti e attive nelle materie che l’argomento in questione tocca si adoperino per sostenere questa posizione.

 

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
X