domenica, 25 Settembre 2022
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Il conflitto ucraino non mina l’e-commerce italiano

L’impatto della guerra ucraina sugli e-commerce: per il 38% di quelli italiani la situazione commerciale rimane simile a prima del conflitto ucraino

Recessione economica, inflazione e aumento dei prezzi sono alcune delle conseguenze che si porta dietro il conflitto tra Russia e Ucraina.

Tuttavia, secondo uno studio pubblicato da Packlink PRO su oltre 2.000 e-commerce europei, il conflitto non ha paralizzato il settore dell’e-commerce: malgrado le difficoltà, secondo gli ultimi dati sembra fronteggiare la crisi a testa alta.

L’impatto della guerra ucraina sugli e-commerce

Secondo il sondaggio il 38% degli e-commerce italiani afferma che, nonostante l’impatto del conflitto, la propria situazione rimane simile a quella prima dell’invasione, tenendosi al di sotto della media europea rispetto a Spagna (40,3%), Germania (39,8%) e Regno Unito (39,4%).

Il 36% degli e-commerce italiani ha invece dichiarato di aver risentito fortemente dell’aumento dei costi, sebbene Francia, Spagna e Germania siano i Paesi con le percentuali maggiori: 42,7% in Francia, seguita da Spagna (40,9%) e Germania (38,4%). Al contrario nel Regno Unito la situazione sembra essere leggermente migliore, presentando una percentuale nettamente minore rispetto alla media UE (28,6%).

I problemi alla catena di approvvigionamento

Un’altra conseguenza del conflitto è stato il forte impatto sulla catena di approvvigionamento. Secondo gli ultimi dati dell’indagine condotta da Packlink PRO, il 64,7% delle aziende italiane afferma di essere stata colpita in termini di materiali e stock, di cui il 36,3% con forti ripercussioni sui prezzi e sull’attività mentre il 28,4% sostiene che la situazione sia rimasta tutto sommato simile a prima del conflitto.

Lascia sperare quel 35,4% che dichiara di non aver registrato conseguenze sulla propria attività commerciale, dato solo al di sotto di Francia (41,3%) e Regno Unito (41,9%), ma al di sopra di Germania (32%) e Spagna (30,9%).

Prezzo e tracciamento tra le preferenze dei consumatori italiani

Un altro dei dati offerti dallo studio di Packlink PRO sul settore dell’e-commerce mette in luce le preferenze dei consumatori italiani in merito ai corrieri del settore logistico.
Al momento di scegliere un corriere, il 56,5% degli italiani valuta come primo fattore il prezzo competitivo, seguito da velocità (22%) e possibilità di tracciamento (15,2%). Per quanto riguarda l’opzione di consegna economica rapida, per il 33,3% degli italiani è una caratteristica molto importante e per il 31% è il fattore più importante al momento dell’acquisto.

Non sorprende dunque che in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, la principale soluzione ai problemi di consegna secondo gli italiani è la geolocalizzazione in tempo reale (61,8%), seguita dalle coordinate del mittente e del destinatario memorizzate nel cloud (19,8%).

 

Valeria Di Rosa
Valeria Di Rosa
Coordinatrice editoriale di Trasportare Oggi in Europa. [email protected]
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