Il caro energia tra le preoccupazioni di Bruxelles. L’Ue si prepara a un inverno segnato da prezzi energetici elevati. Il commissario Dan Jorgensen esclude al momento problemi di sicurezza dell’approvvigionamento, ma richiama l’attenzione sui costi e sugli stoccaggi di gas ancora sotto i livelli dello scorso anno
La Commissione europea sta valutando inoltre possibili interventi per migliorare la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti destinati al trasporto.
Il caro energia tra le preoccupazioni di Bruxelles
L’Europa si prepara a un inverno che potrebbe riportare al centro il tema del caro energia. Il commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen, intervenuto a margine del Consiglio informale sull’energia a Dublino, ha definito i prossimi mesi “impegnativi”, escludendo al momento problemi di sicurezza dell’approvvigionamento ma avvertendo sui livelli dei prezzi.
La situazione delle scorte contribuisce a mantenere alta l’attenzione. Secondo i dati gli stoccaggi di gas dell’Unione europea risultano al 71% della capacità. Reuters, citando i dati di Gas Infrastructure Europe, indicava nei giorni scorsi un livello di circa il 70%, 12 punti percentuali al di sotto dello stesso periodo del 2025. L’Ue dispone però di una capacità di importazione di Gnl maggiore rispetto alla precedente crisi energetica e ha ridotto la domanda di gas.
A preoccupare è soprattutto l’effetto dei prezzi su famiglie e imprese. Jorgensen ha sottolineato che, anche in assenza di una vera emergenza sul fronte delle forniture, il peso economico può risultare altrettanto problematico per chi non riesce a sostenere il costo del combustibile. La Commissione europea sta valutando inoltre possibili interventi per migliorare la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti destinati al trasporto.
L’invito ai Paesi membri
Nei giorni scorsi il commissario aveva inoltre invitato gli Stati membri a valutare misure per contenere la domanda di gas ed elettricità e sostenere il riempimento degli stoccaggi. Tra le ipotesi indicate figurano la limitazione delle temperature negli edifici pubblici, il contenimento del riscaldamento esterno e lo spegnimento dell’illuminazione pubblica non necessaria.
Sul fronte delle possibili risposte fiscali, Jorgensen ha chiarito che la Commissione non ha in programma una tassa europea sugli extra-profitti delle compagnie energetiche. Secondo il commissario, eventuali interventi di questo tipo possono essere introdotti dagli Stati membri nel rispetto del diritto dell’Ue, con il supporto della Commissione per la definizione dei relativi regimi.
Anche in Italia il caro energia torna a pesare sulle prospettive per i prossimi mesi. Un’analisi di Facile.it stimava, sulla base dei prezzi futures allora disponibili, possibili aumenti delle bollette tra settembre e dicembre 2026, con una spesa complessiva per una famiglia tipo nel mercato libero a prezzo indicizzato stimata in 982 euro tra luce e gas. Si tratta però di una previsione legata alle quotazioni considerate nell’analisi e non di un dato consuntivo.


