HomeAssociazioniAutotrasporto, FAI incontra gli europarlamentari italiani a Bruxelles

Autotrasporto, FAI incontra gli europarlamentari italiani a Bruxelles

Il futuro dell’autotrasporto italiano passa da Bruxelles. Sei dossier strategici sono stati portati dalla FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani al centro degli incontri istituzionali con gli europarlamentari

La Federazione ha affrontato i temi della carenza di conducenti, del Brennero e della libera circolazione delle merci, della transizione energetica e della neutralità tecnologica, dell’intermodalità, dell’ETS2 e della digitalizzazione.

Il futuro dell’autotrasporto passa da Bruxelles

Sei dossier strategici per il futuro dell’autotrasporto italiano in Europa sono stati portati dalla FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani al centro degli incontri istituzionali con gli europarlamentari italiani a Bruxelles. La Federazione ha affrontato i temi della carenza di conducenti, del Brennero e della libera circolazione delle merci, della transizione energetica e della neutralità tecnologica, dell’intermodalità, dell’ETS2 e della digitalizzazione.

La FAI ha incontrato l’On. Paolo Borchia, europarlamentare della Lega, gruppo Patrioti per l’Europa e membro della Commissione per i Trasporti e il Turismo (TRAN); l’On. Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, gruppo Socialisti e Democratici (S&D) e vicepresidente della Commissione TRAN. Presenti anche l’On. Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d’Italia, gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e membro della Commissione TRAN; e l’On. Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia, gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) e membro sostituto della Commissione TRAN.

«Abbiamo scelto un confronto trasversale con rappresentanti di forze politiche diverse perché le questioni dell’autotrasporto non hanno un colore politico. Sono temi che riguardano la competitività delle imprese, la tenuta delle filiere logistiche e il funzionamento del mercato unico europeo. Abbiamo portato a Bruxelles le esigenze concrete delle aziende e sei priorità sulle quali chiediamo attenzione e impegni chiari», sottolinea Carlotta Caponi, Segretario Generale FAI.

I dossier

Tra le priorità indicate dalla Federazione c’è la carenza di conducenti. La FAI chiede di favorire percorsi trasparenti di formazione, qualificazione e ingresso nel mercato europeo di personale qualificato proveniente da Paesi extra-UE. In questo ambito si inserisce il progetto Skilled Driver Mobility for EU – SDM4EU, che coinvolge Italia, Marocco, Egitto e Romania.

Un altro dossier riguarda il Brennero, rispetto al quale la FAI richiama la necessità di garantire la permeabilità dell’arco alpino e la libera circolazione delle merci. La Federazione chiede di affrontare le restrizioni alla circolazione lungo l’asse e di riaprire il confronto sul Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi, ricercando un equilibrio tra esigenze ambientali, sicurezza e continuità dei collegamenti.

Sul fronte della transizione energetica, la FAI ribadisce la necessità di un approccio basato sulla neutralità tecnologica. Secondo la Federazione, le imprese devono poter scegliere le soluzioni più adatte alle diverse missioni di trasporto, considerando la maturità delle tecnologie, le infrastrutture disponibili e la sostenibilità economica. La posizione si inserisce nel confronto europeo sulle modalità con cui accompagnare la decarbonizzazione del trasporto senza incidere sulla capacità operativa delle imprese.

Tra i sei dossier c’è anche l’intermodalità. La FAI chiede un quadro europeo in grado di rendere realmente competitivo il trasporto combinato, attraverso incentivi efficaci e infrastrutture adeguate. La Federazione ha inoltre posto l’attenzione sull’ETS2, chiedendo che il periodo che precede la piena applicazione del sistema venga utilizzato per definire meccanismi strutturali di compensazione e sostenere il rinnovo del parco veicolare, le tecnologie a minore impatto, le infrastrutture energetiche e l’intermodalità.

Il sesto dossier riguarda la digitalizzazione, a partire dall’eFTI. Per la FAI, la trasformazione digitale deve tradursi in interoperabilità dei sistemi, semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi. L’obiettivo indicato dalla Federazione è evitare che l’introduzione di nuovi strumenti digitali si trasformi in ulteriori adempimenti per le imprese di autotrasporto.