L’Ue posticipa di un anno l’entrata in vigore del sistema ETS2 per edifici e trasporti stradali. L’accordo è stato raggiunto nel trilogo sulla modifica alla Legge europea sul clima
L’obiettivo è quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
L’Ue posticipa di un anno l’entrata in vigore del sistema ETS2 per edifici e trasporti stradali
Da Bruxelles arriva l’accordo provvisorio che modifica la Legge europea sul clima (European Climate Law). L’intesa è stata raggiunta dalla presidenza del Consiglio Ue e dai rappresentanti del Parlamento europeo. Il testo fissa un obiettivo vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra (Ghg) entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990.
Un traguardo, quello raggiunto la scorsa notte, che il ministro danese per il clima Lars Aagaard definisce «fondamentale» e aggiunge – come si legge in una nota – che «l’obiettivo risponde alla necessità di agire per il clima, salvaguardando al contempo la nostra competitività e sicurezza».
L’Ue punta così a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 come primo continente, ma per farlo tutti gli Stati membri dovranno fare la loro parte e investire in tecnologie pulite per proteggere l’ambiente, così come dispone la stessa legge. L’intesa inoltre prevede flessibilità per sostenere la transizione, tra cui l’uso di crediti internazionali di carbonio di alta qualità, fino al 5% delle emissioni nette dell’Ue del 1990. Utilizzo di cui gli Stati membri potranno beneficiare a partire dal 2036, anche se toccherà alla Commissione valutare i risultati di questa clausola.
Sul tavolo anche il ruolo degli assorbimenti permanenti di carbonio a livello nazionale nell’ambito del sistema di scambio delle emissioni (Ets 2). Entrambi i colegislatori confermano il rinvio al 2028 dell’entrata in vigore del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue per l’edilizia e il trasporto stradale. Tra i rischi, l’aumento dei costi dei carburanti e del riscaldamento domestico.
Soluzioni e criticità
«La decisione di posticipare l’entrata in vigore del sistema Ets 2 – spiega Confetra – rappresenta un passaggio essenziale per garantire una transizione energetica più ordinata, evitando l’impatto troppo brusco che sarebbe derivato dall’avvio nel 2027 previsto inizialmente».
Ma se per l’Associazione l’accordo europeo significa avere più tempo per raggiungere una transizione sostenibile, restano comunque aperte le criticità legate all’Ets: «Senza adeguati strumenti di accompagnamento, in particolare per il settore marittimo, il rischio di un aumento dei costi operativi per armatori, terminalisti e operatori logistici è concreto e merita un intervento urgente».



