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E-commerce extra UE, in vigore il nuovo dazio da 3 euro sui piccoli pacchi

Nuova tassa imposta dall’Unione Europea ai consumatori. Dal 1° luglio entra in vigore il nuovo dazio fisso di tre euro sulle importazioni e-commerce provenienti da Paesi extra UE con valore fino a 150 euro

La misura punta a rafforzare i controlli sui prodotti, contrastare l’ultrafast fashion e garantire maggiore tutela alle imprese europee.

Nuova tassa imposta dall’Unione Europea ai consumatori

Da oggi, 1° luglio, è in vigore il nuovo dazio doganale fisso di tre euro per ogni articolo importato da Paesi extra UE con un valore pari o inferiore a 150 euro. La Commissione europea ha così abolito la soglia de minimis, che fino a oggi esentava dai dazi le merci di basso valore.

Secondo Bruxelles, il provvedimento mira a garantire condizioni di concorrenza più eque tra imprese europee e operatori extra UE, oltre a rafforzare i controlli sulle merci in ingresso e contrastare la diffusione di prodotti non conformi agli standard europei di sicurezza.

Nel 2025 sono entrati nell’Unione europea circa 5,9 miliardi di articoli extra UE senza pagare dazi, pari a oltre 16 milioni di pacchi al giorno. Più del 90% delle spedizioni proveniva dalla Cina e oltre il 60% dei prodotti importati, tra cui giocattoli, dispositivi elettronici, cosmetici e integratori alimentari, non rispettava gli standard europei.

La nuova tassa si applica alle spedizioni dirette ai consumatori finali per merci di valore fino a 150 euro. Nella maggior parte dei casi il pagamento sarà effettuato dalla piattaforma di e-commerce, dal venditore o dall’operatore logistico incaricato della spedizione e non direttamente dall’acquirente.

Il dazio viene calcolato per ciascun articolo e non per la spedizione complessiva. Restano escluse le merci provenienti da Paesi che hanno accordi commerciali con l’Unione europea, purché rispettino le condizioni previste dai relativi trattati.

Il Made In Italy

A commentare l’entrata in vigore della misura è stato anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto in videocollegamento all’assemblea generale di Confindustria Moda, che ha definito il nuovo contributo una novità «necessaria innanzitutto per tutelare i consumatori europei di fronte a un fenomeno privo di ogni controllo».

La misura, ha ricordato il ministro, è stata «fortemente voluta insieme al governo francese» e con il contributo delle associazioni di categoria, con l’obiettivo di contrastare l‘ultrafast fashion e la contraffazione. In quei pacchi «spesso vi sono prodotti che non rispettano le norme sanitarie e ambientali Ue», ha aggiunto.

Secondo Urso, il nuovo intervento consentirà anche di «accertare cosa vi sia all’interno di quei pacchi che giungono come se fosse un’invasione di cavallette ai consumatori del mercato europeo», contribuendo inoltre a difendere «le piccole e medie imprese da una concorrenza sleale che ne mina la competitività» e i negozi di vicinato, nell’ambito di una politica commerciale europea fondata su maggiore reciprocità e su un «contrasto efficace all’ultrafast fashion e alla contraffazione», per «difendere chi produce rispettando i nostri standard».

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