giovedì, 20 Gennaio 2022

Autotrasporto: è allarme rosso

Il 30% della flotta italiana di camion fermo nei piazzali spesso per manifesta impossibilità anche solo di pagare i rifornimenti di carburante;

il 50% delle imprese italiane di autotrasporto in ritardo cronico nel pagamento dei contributi previdenziali e degli oneri sociali, con un monte arretrati che solo per quanto riguarda queste voci, supera i 300 milioni di euro;

il 10% delle imprese italiane che nell’ultimo anno sono state dichiarate fallite o, nella migliore delle ipotesi, sono entrate in una procedura di concordato preventivo;

62.000 aziende di autotrasporto chiuse nell’ultimo decennio su una consistenza attuale che si attesta attorno alle 115.000 imprese.

Nella sola Lombardia un tasso di mortalità che in 8 anni ha riguardato 10.000 imprese su un totale di 28.000.

Alcune fra le aziende simbolo del settore in vendita sull’orlo del collasso a fronte di una invasione ormai a tasso esponenziale di tir provenienti dall’est europeo che sotto tariffano speculando sulle condizioni di sicurezza dei mezzi, sui tempi di guida e sui contratti spesso inesistenti dei dipendenti.

Questi gli ultimi dati sulla crisi, senza precedenti, per un autotrasporto italiano ormai in una situazione di vero e proprio allarme rosso. Domenica prossima a Milano, presso l’hotel Holiday di Assago, Trasportounito ha convocato i suoi associati con invito esteso a tutte le imprese del settore  per evidenziare un rischio che incombe ormai sull’intero sistema paese, dall’approvvigionamento delle grandi industrie alla distribuzione. Rischio per contrastare il quale – sostiene Trasportounito – il governo ha messo in campo norme non applicabili e misure di aiuto apparente che nei fatti si rivelano addirittura controproducenti per l’autotrasporto.

Sul piano finanziario e strutturale il settore è in caduta libera. Alla crisi economica si somma la cronica debolezza contrattuale nei confronti con la committenza che spesso sfrutta la crisi, diminuisce i prezzi dei servizi, ben oltre i limiti di sicurezza, ed allunga i pagamenti degli stessi servizi soffocando ogni possibile liquidità di cassa ed esponendo gli autotrasportatori a pesanti indebitamenti. Questa è la regola per chi intende lavorare altrimenti si va fuori dal cancello e si tengono fermi milioni di euro investiti in veicoli industriali. 

Da Trasportounito Fiap

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