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Caro gasolio: le quattro proposte di ASSOTIR al Governo per evitare lo stop dell’autotrasporto

Aggiornare i valori di riferimento dei costi di esercizio, applicare la clausola di adeguamento automatico del gasolio, istituire subito la Consulta dell’Autotrasporto e tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche. Sono le quattro richieste avanzate da ASSOTIR al Governo per affrontare un caro gasolio che rischia di mettere in ginocchio il settore

Aprire subito un confronto con il Governo, prima che la progressiva eliminazione del taglio delle accise renda ancora più difficile la situazione delle imprese. È la richiesta lanciata da ASSOTIR nel corso della conferenza stampa del 25 settembre, convocata per fare il punto sugli effetti del caro gasolio sull’autotrasporto e presentare una serie di proposte per attenuarne l’impatto.

Ad aprire l’incontro è stata la presidente nazionale Anna Vita Manigrasso, che ha chiesto all’Esecutivo di avviare il confronto senza aspettare la scadenza del 6 ottobre delle misure attualmente in vigore. Il Decreto-legge n. 162 del 17 settembre ha infatti previsto una riduzione delle accise sul gasolio di 10 centesimi fino al 25 settembre, destinata a scendere a 5 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Lo stesso provvedimento ha esteso a ottobre il credito d’imposta straordinario destinato alle imprese di autotrasporto, portando a 423,4 milioni di euro le risorse complessivamente stanziate.

Gasolio, da marzo aumento di quasi il 39%

A spiegare la portata dell’emergenza sono i numeri presentati da Claudio Donati, Segretario Generale di ASSOTIR, durante la conferenza.

Secondo l’Associazione, il 2 marzo 2026 il prezzo alla pompa del gasolio era di 1,72 euro al litro. Il 22 settembre aveva raggiunto 2,34 euro al litro, con un incremento di 62 centesimi.

Dal 26 settembre, con la riduzione del taglio delle accise, ASSOTIR stima altri 5 centesimi al litro, fino a 2,39 euro. Rispetto all’inizio di marzo, l’incremento complessivo arriverebbe così a 67 centesimi al litro, pari al 38,95%.

L’aumento ha modificato profondamente anche la struttura dei costi delle aziende. Secondo quanto spiegato da Donati, prima dell’emergenza il gasolio rappresentava circa il 27% dei costi aziendali, mentre oggi la sua incidenza sarebbe salita a una quota compresa tra il 35 e il 40%.

ASSOTIR: il caro prezzi non può essere attribuito all’autotrasporto

Secondo l’Associazione, a fronte dell’aumento del carburante le tariffe di trasporto avrebbero dovuto crescere di circa il 15%. Nella maggior parte dei casi, però, le imprese di autotrasporto non avrebbero ottenuto alcun adeguamento, con il risultato che gran parte dell’impatto dell’emergenza sarebbe rimasto a carico dei vettori.

ASSOTIR ha evidenziato anche la limitata incidenza del trasporto sul prezzo finale dei prodotti. Se il trasporto pesa mediamente per il 5% sul valore di un bene, un aumento del 15% delle tariffe inciderebbe infatti per appena 75 centesimi su un prodotto da 100 euro. Secondo l’Associazione, quindi, eventuali rincari molto più consistenti dei beni al consumo non possono essere attribuiti al solo aumento dei costi dell’autotrasporto.

Le quattro richieste avanzate da ASSOTIR al Governo

Per affrontare la situazione, ASSOTIR ha presentato al Governo quattro richieste.

La prima riguarda l’aggiornamento immediato dei valori minimi di riferimento dei costi di esercizio delle imprese di autotrasporto. Il Ministero dei Trasporti dovrebbe aggiornarli trimestralmente, ma, secondo quanto denunciato da Donati, i valori sono ancora fermi a marzo, quindi precedenti all’impennata del prezzo del carburante. Un aggiornamento permetterebbe ai vettori di disporre di un parametro oggettivo sul quale basare la richiesta di adeguamento delle tariffe.

La seconda proposta riguarda l’applicazione delle norme già esistenti a tutela degli autotrasportatori, a partire dalla clausola di adeguamento automatico del costo del gasolio. Per ASSOTIR si tratta di strumenti che potrebbero consentire alle imprese di trasferire almeno una parte dell’aumento dei costi sulle tariffe, evitando che l’intero peso della crisi rimanga a carico dei vettori.

Il terzo punto è l’istituzione immediata della Consulta dell’Autotrasporto, il cui provvedimento, secondo l’Associazione, sarebbe già in fase avanzata. L’obiettivo è creare una sede di confronto che consenta di coinvolgere direttamente anche la committenza, chiamandola ad affrontare insieme ai vettori il caro gasolio e a sostenere una parte dei maggiori costi. ASSOTIR chiede però tempi rapidi: uno strumento attivato soltanto tra alcuni mesi, secondo Donati, arriverebbe troppo tardi rispetto all’emergenza attuale.

La quarta richiesta riguarda infine l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, destinando risorse al sostegno dei comparti maggiormente penalizzati dalla crisi. Secondo ASSOTIR, di fronte alla portata dell’aumento dei carburanti non è realistico aspettarsi che la soluzione possa arrivare esclusivamente dal mercato: le aziende che hanno ottenuto maggiori profitti dall’aumento dei prezzi dovrebbero contribuire alle misure di sostegno per chi ne ha subito maggiormente gli effetti.

Lo spettro dello sciopero

ASSOTIR ha escluso, almeno in questa fase, l’ipotesi di proclamare uno sciopero. Manigrasso ha spiegato che l’Associazione ritiene il Governo consapevole della gravità della situazione.

Il rischio di uno stop dei camion, però, rimane concreto e avrebbe una natura diversa: ““Se il Governo rimarrà inerme, i trasportatori non si fermeranno per protesta, ma semplicemente perché senza gasolio i camion non si accendono. E inevitabilmente, tutto questo si ripercuoterà a macchia d’olio sull’intero sistema produttivo del Paese”, ha concluso la Presidente Nazionale Maningrasso.

La richiesta di ASSOTIR è dunque quella di intervenire prima del 6 ottobre, coinvolgendo Governo, vettori, committenza e imprese energetiche in una risposta che non lasci alle sole aziende di autotrasporto il peso dell’emergenza.

Valeria Di Rosa
Valeria Di Rosa
Coordinatrice editoriale di Trasportare Oggi in Europa. [email protected]