martedì, 7 Febbraio 2023
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ANITA su cabotaggio:trasporto italiano va tutelato

 Il trasporto italiano va tutelato da qualsiasi forma di concorrenza sleale e la liberalizzazione del cabotaggio non può prescindere da un’armonizzazione europea dei costi di esercizio delle imprese.
Questa la posizione assunta da ANITA – l’associazione di Confindustria che riunisce le imprese più grandi di trasporto in Italia e in Europa – nel corso dell’audizione pubblica organizzata dalla Commissione europea ai trasporti lo scorso 28 Febbraio a Bruxelles, per valutare la posizione delle associazioni europee sulle prospettive di un’ulteriore liberalizzazione del cabotaggio stradale con la modifica dell’attuale regolamento.
ANITA, unica associazione italiana ad aver partecipato all’audizione, ha  sottolineato i risultati negativi causati dalla liberalizzazione del cabotaggio in Italia, con l’apertura alla Slovenia nel 2004 e successivamente agli altri Paesi neo comunitari, tra cui gli ultimi Romania e Bulgaria quest’anno.
Il cabotaggio stradale, trasporto effettuato in un Paese non di residenza del trasportatore, è diventato ormai una soluzione molto utilizzata in Italia dai vettori stranieri che possono praticare prezzi altamente concorrenziali.

La liberalizzazione dei trasporti intracomunitari in un quadro diversificato di costi di esercizio e regime fiscale nei vari Stati membri, ha creato situazioni di vero e proprio dumping tra operatori.
Le differenze di natura salariale, fiscale, di esercizio, infatti, sono tali da porre i trasportatori dei Paesi neo comunitari, in condizioni di gran lunga più favorevoli rispetto ai nostri. Soltanto il costo del conducente italiano, ad esempio, è superiore del 132% rispetto ad un autista romeno, del 114,6% a quello di un’autista polacco, dell’82% rispetto ad un ungherese e del 40,3% rispetto ad uno sloveno.
La liberalizzazione del cabotaggio – come in qualunque altro settore – non può prescindere da normative armonizzate e vincolanti, altrimenti si creerebbero le basi per una concorrenza sleale e distorta.
Pertanto, la proposta di ANITA è quella di mantenere l’attuale normativa di contingentamento del cabotaggio stradale (Regolamento 1071/2009), che prevede all’interno del paese di cabotaggio un massimo di tre trasporti in sette giorni a partire dallo scarico della merce in traffico internazionale, almeno fino a quando non saranno armonizzate le condizioni di mercato nei diversi Paesi dell’Unione europea.

Da ANITA

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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