lunedì, 17 Gennaio 2022

Alto Adriatico: futuro del trasporto marittimo

“L’Alto Adriatico è il futuro del trasporto marittimo tra l’Europa Centrale e dell’Est con il resto del mondo. Per questo ci stiamo attrezzando anche per le grandi navi oceaniche mentre è imperativo mettere in rete tutti gli scali marittimi dell’area”. Lo ha ribadito oggi l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, intervenendo alla tavola rotonda dedicata a “Iniziativa Nord – Sud: costruire una nuova Regione economica in Europa”, promossa al Centro Culturale Don Orione Artigianelli di Venezia da Unioncamere – Eurosportello Veneto, in collaborazione con le Camere di Commercio di Berlino e di Rostock. “Dobbiamo contribuire alla strategia Europa 2020 per quanto riguarda i settori delle infrastrutture di trasporto e dell’energia – ha spiegato Chisso – sostenendo le iniziative per lo sviluppo degli investimenti destinati alle infrastrutture che rientrano nella rete TEN – T e per favorire la logistica, con particolare riferimento alla rete ferroviaria, alle autostrade del mare ed alle piattaforme intermodali”.
Nello scenario della nuova Europa che si confronta con un mondo dove alcune aree stanno crescendo a ritmi elevatissimi, come India e Cina, il Veneto è stata fra le prime istituzioni che ha creduto fortemente nell’Adriatico – Baltico, promuovendo a suo tempo il progetto europeo AB – Landbridge e partecipando adesso al progetto SONORA, di fatto l’estensione del precedente. “Si tratta di iniziative finalizzate al consolidamento e sviluppo dei mercati, costruendo una relazione infrastrutturale e logistica che vada appunto dall’Adriatico ai Paesi del Nord e Scandinavi, collegando anche quelli a est e ad ovest del corridoio stesso. In questa fascia di territorio, molto ampia e interessante, convergono dunque Europa Centrale ed Europa Orientale, unite dall’interesse di uno sbocco a mare che le connetta con il mondo intero. In questa logica – ha concluso Chisso – la rete dei porti dell’Alto Adriatico assume una rilevanza straordinaria, non alternativa ma complementare rispetto ai grandi scali marittimi internazionali nordeuropei”.

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