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CBAM, soluzioni per gli importatori contro rischio sanzioni e rincari

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Nei casi seguiti, il confronto tra scenario worst case e dati emissivi reali ha evidenziato riduzioni dei costi per le imprese tra il 67% e il 93%, con una media intorno all’80%

Con l’ingresso del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) nella sua fase definitiva, per molte imprese importatrici il tema non è più soltanto dichiarativo, ma diventa una questione concreta di continuità operativa, rischio sanzionatorio e controllo dei costi. In questo scenario, Nord Ovest S.p.A., attiva nella logistica internazionale, affianca le aziende nella gestione degli adempimenti legati al CBAM, aiutandole a orientarsi tra autorizzazioni, raccolta e validazione dei dati emissivi, acquisto dei certificati e aggiornamenti normativi continui.

Con il regime definitivo entrato in vigore il 1° gennaio 2026, il CBAM ha smesso di essere un adempimento solo formale e ha iniziato a incidere direttamente su operatività e costi. Per gli importatori significa autorizzazioni, acquisto dei certificati, verifica dei dati emissivi e dichiarazione annuale. Per chi non si adegua in tempo, le conseguenze possono essere pesanti: blocco delle merci in dogana, sanzioni pari a 100 euro per tonnellata, con importi che in alcuni casi possono salire fino a 3-5 volte tanto, e rincari fino al 30% se l’azienda deve ricorrere ai valori predefiniti stabiliti dalla Commissione europea invece che a dati emissivi reali e affidabili.

È in questo contesto che si inserisce l’attività di Nord Ovest, che sul tema supporta già circa 60 aziende. L’assistenza riguarda soprattutto importatori di ferro, acciaio, alluminio e cemento e interessa in prevalenza imprese che rientrano nelle prime due fasce di volume, mentre solo una quota più limitata supera le 10.000 tonnellate annue. I casi seguiti da Nord Ovest mostrano in modo concreto la rilevanza economica di una corretta gestione del dato emissivo. In alcune simulazioni e casi analizzati, il confronto tra scenario worst case calcolato con i valori predefiniti e scenario basato su dati emissivi reali ha evidenziato riduzioni dei costi CBAM comprese tra il 67% e il 93%, con una media intorno all’80%. In uno dei casi osservati, per esempio, il costo stimato è passato da oltre 66 mila euro a poco più di 13 mila euro; in un altro, da oltre 18 mila euro a circa 1.400 euro. Evidenze che confermano quanto la qualità del dato e il presidio del processo possano incidere in modo significativo sull’esposizione economica complessiva.

Il supporto di Nord Ovest accompagna le aziende lungo tutto il percorso CBAM, a partire dalla verifica dei codici doganali e dall’inquadramento iniziale per definire correttamente il perimetro degli obblighi. L’attività prosegue sul piano operativo con l’utilizzo di un software di calcolo dedicato, che consente di elaborare i dati e produrre report periodici per confrontare lo scenario più penalizzante con quello basato sui dati emissivi reali della filiera. Nord Ovest affianca inoltre le imprese nella predisposizione della dichiarazione annuale e nella gestione dei certificati CBAM sul portale, garantendo al tempo stesso un aggiornamento costante sull’evoluzione normativa.

Il CBAM è entrato in una fase in cui gli impatti per le imprese sono concreti e non più rinviabili”, dichiara Simona Mellano, Responsabile del Reparto Consulting & Academy. “Per molte aziende il punto non è soltanto rispettare un adempimento, ma evitare blocchi operativi, contenere i costi e gestire correttamente un processo che richiede metodo, dati affidabili e aggiornamento continuo, rappresentando un tema strategico per la competitività degli importatori”.