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Contributo di due euro sui piccoli pacchi, Confetra ricorre al TAR

La Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica impugna al TAR il contributo di due euro sulle microspedizioni. L’imposta sarà applicata ai pacchi con valore pari o inferiore a 150 euro e sarà riscossa dagli Uffici delle dogane all’atto dell’importazione definitiva delle merci.

Secondo Confetra, la misura – sarà applicata a partire dal 15 marzo 2026 – ha già causato gravi effetti sul traffico e-commerce. A Malpensa perso oltre il 50% dei volumi e cancellati 81 voli cargo.

Il ricorso

«Una decisione assunta a tutela del comparto e del corretto funzionamento del mercato, alla luce degli effetti già prodotti dalla misura – chiarisce in una nota il Presidente di Confetra Carlo De Ruvo -. I dati parlano chiaro: a Malpensa si è perso oltre il 50% del traffico import e-commerce e, dato recente, fino a pochi giorni fa sono stati cancellati 81 voli all cargo rispetto a quelli programmati. L’introduzione di un contributo non armonizzato a livello unionale determina significative distorsioni nei traffici e nella concorrenza, con lo spostamento dei flussi logistici verso altri Paesi membri caratterizzati da regimi differenti. Per questo abbiamo ritenuto necessario ricorrere al TAR: se non avessimo proceduto sarebbero scaduti i termini per l’impugnativa. Si tratta di una decisione assunta con senso di responsabilità: purtroppo i tempi della politica non sono quelli delle imprese».

De Ruvo sostiene che «in assenza di un intervento normativo tempestivo il settore resta esposto a rilevanti incertezze operative e regolatorie, oltre ai danni già prodotti in termini di perdita di traffico».

La tassa

Il contributo di due euro si applica a spedizioni destinate a consumatori finali, a spedizioni destinate ad operatori commerciali e a spedizioni inviate da un privato a un altro privato anche se contenenti merci prive di carattere commerciale. Non sono tassabili invece merci e beni «a seguito passeggero» immesse in libera pratica su dichiarazione verbale, in quanto non rientranti nella definizione di spedizione.

Il tributo è riscosso dall’Agenzia delle dogane e monopoli all’atto dell’importazione definitiva delle merci che arriveranno su suolo italiano. Si precisa che il contributo è dovuto a prescindere dal tracciato dati utilizzato all’atto dello sdoganamento (H1 e/o H7).

La soglia, 150 euro, è anche la stessa che, nel diritto doganale europeo, separa le spedizioni soggette a dichiarazione completa (e obbligatoria, ndr) da quelle che possono accedere a procedure semplificate.

[Articolo modificato 21:11]