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UNRAE, automotive: Italia ultima nella transizione energetica

L’ Italia in ritardo sulla transizione energetica. La 29ª edizione della Sintesi Statistica di UNRAE fotografa un mercato automotive italiano che ancora fatica a prendere posto tra i grandi mercati europei

Le auto ricaricabili si fermano al 12,8% del mercato, ben al di sotto della media europea del 31,2%, mentre il parco circolante continua a invecchiare e le infrastrutture di ricarica restano insufficienti.

L’ Italia in ritardo sulla transizione energetica

La 29ª edizione della Sintesi Statistica di UNRAE conferma il ritardo dell’Italia nel percorso di decarbonizzazione della mobilità. Nel 2025 le vetture ricaricabili – elettriche pure e ibride plug-in – hanno raggiunto una quota di mercato del 12,8%, composta dal 6,2% di BEV e dal 6,6% di PHEV, contro una media del 31,2% registrata negli altri 30 Paesi europei. L’Italia si conferma così l’ultimo dei principali mercati continentali, alle spalle anche della Spagna, ferma al 19,6%, mentre Regno Unito, Germania e Francia raggiungono rispettivamente il 34,5%, il 30% e il 26,7%.

Anche nel 2025 il decollo della transizione energetica in Italia è stato rinviato all’anno prossimo – dichiara il Direttore Generale di UNRAE Andrea Cardinali -. Gli incentivi del MASE, quasi 600 milioni del PNRR sottratti alle infrastrutture di ricarica pubbliche, hanno generato il consueto effetto attesa per poi portare a quote di picco solo negli ultimi due mesi dell’anno. L’Italia nel 2026 è l’unico grande mercato senza incentivi ai privati, che pagano prezzi di ricarica fra i più elevati del continente, mentre resta al palo la revisione in chiave green della fiscalità aziendale, nonostante la proroga della Delega Fiscale. A tale riguardo, la recente concessione da parte della Commissione di una flessibilità dello 0,3% sui vincoli di bilancio rappresenta per l’Italia un tesoretto da 14 miliardi di euro, che costituirebbe una fonte ideale di finanziamento per defiscalizzare la transizione energetica delle flotte aziendali”.

La fotografia scattata da UNRAE evidenzia inoltre un mercato complessivamente debole: nel 2025 le immatricolazioni di autovetture sono diminuite del 2,1%, mentre i veicoli commerciali leggeri hanno registrato un calo del 4,9%, i mezzi pesanti del 2,5% e gli autobus del 19%. Sul fronte infrastrutturale, nonostante gli oltre 76.000 punti di ricarica pubblici installati, l’Italia resta al 16° posto in Europa con 15,5 punti di ricarica ogni 100 chilometri di strada, ben al di sotto della media europea di 22,1. Continua inoltre a pesare l’età elevata del parco circolante nazionale, che conta circa 46,5 milioni di veicoli, con autovetture che raggiungono un’età media di 13 anni e veicoli commerciali leggeri che superano i 15 anni.

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