venerdì, 27 Maggio 2022
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Stipendi alti e pochi autisti, il dibattito di Ferragosto sull’autotrasporto è rovente

La sua azienda cresce, si espande ed il fatturato aumenta sempre di più. Il settore della logistica sembra non conoscere crisi e per proseguire la sua espansione, un imprenditore di Salerno, Gerardo Napoli di 49 anni, cerca ben 60 figure professionali da inserire nella sua società Napolitrans.

L’offerta di lavoro è di 3mila euro al mese a 60 autisti di camion (9 ore al giorno per 5 giorni). Il punto però è che come sollevato dallo stesso imprenditore, queste figure non si trovano: “Per fare il camionista – intervistato dal Corriere della Sera nelle scorse ore ci vuole la patente E. Per prenderla servono seimila euro circa e sei mesi di studio. Non tutti hanno la costanza e i soldi”.

Non tutti però sono d’accordo nel mondo dell’autotrasporto. “Quanto si legge in questi giorni, per chi è del settore ha dell’inverosimile! Come si trattasse di un tormentone estivo si moltiplicano improvvisamente gli allarmi sulla mancanza di autotrasportatori nel nostro Paese. Il dibattito ha davvero assunto toni surreali: gli autotrasportatori, autisti o artigiani, non ci sono semplicemente perché spesso i riconoscimenti economici sono troppo bassi e a fronte di un lavoro difficile e fatto di sacrifici, non bastano 1.600 o 1.700 euro al mese per rinunciare alla famiglia o ad una attività con carichi orari meno onerosi. Sono poi purtroppo sempre più diffuse pratiche illegali, soprattutto al sud, che nessuno denuncia e che anzi sembrano ormai ordinaria gestione, come per esempio, quella che vede gli autisti costretti a restituire al loro datore di lavoro, parte della paga quando questa rispetta il ccnl considerato evidentemente per qualcuno troppo oneroso. Ebbene, invece di prendere atto di questa banalità, si è deciso di spostare volutamente la discussione sul tema d decreto flussi auspicando l’arrivo di immigrati che possano adattarsi a stipendi da fame’.Così Cinzia Franchini (Ruote Libere) torna sul tema della mancanza di autotrasportatori.

‘Insomma, invece di risolvere il problema si vorrebbe ampliarlo inquinando ancor più il mercato e incentivando la concorrenza selvaggia. Ovviamente nessuno in questo contesto si preoccupa di sentire la voce degli interessati, gli autotrasportatori stessi che molto avrebbero da insegnare sul perché si è arrivati a questa situazione. In tutto ciò stupisce anche il silenzio delle principali associazioni di rappresentanza da tempo completamente scollegate alla realtà. Noi lo ribadiamo in modo chiaro: se si vogliono trovare autisti e non manodopera a basso costo è sufficiente pagare il dovuto chi ha voglia di mettersi alla guida sulle strade italiane e intraprendere questa professione. Gli autotrasportatori non devono essere manovali del volante ma professionisti scrupolosi e consapevoli. Chi invoca l’ampliamento del decreto flussi non sono mai i piccoli artigiani dell’autotrasporto e neppure i dipendenti, ma sono i grandi colossi italiani e i loro committenti che continuano a volere proseguire sulla strada del taglio del costo del lavoro per offrire un servizio a prezzi stracciati in una competizione al ribasso senza fine – chiude Franchini (nella foto in alto) -. Questi sono i fatti e che anche le associazioni di categoria fingano di negare l’evidenza rappresenta un doppio tradimento per chi concretamente vive di questo lavoro“.

A. Trapani
A. Trapanihttps://www.andreatrapani.com
Redattore e Responsabile Area Web Trasportare Oggi in Europa
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